Sergio Pérez guarda al lungo termine: «Penso piuttosto a quattro anni»

Sergio Pérez guarda al lungo termine: «Penso piuttosto a quattro anni»
Crediti: Portrait de Sergio Perez au GP du Japon 2026 à Suzuka. Crédit photo Overtake Agency / Kohei Hirota

Di ritorno in Formula 1 con la Cadillac, Sergio Pérez non sfoggia solo un sorriso ritrovato. A Miami, il messicano ha anche chiarito le sue ambizioni: prolungare la sua avventura ben oltre il suo attuale contratto.

Dopo una stagione di assenza nel 2025 e una conclusione complicata con la Red Bull Racing, Sergio Pérez sembra rinato dal suo ritorno in griglia. A 36 anni, il pilota ritrova ciò che gli era mancato: l'intensità del weekend di gara.

«Fantastico! Mi rendo conto di quanto mi piaccia la competizione», confida nel paddock del Miami International Autodrome.

Il lavoro di squadra, la preparazione, la pressione… tanti elementi che hanno riacceso la sua motivazione. «È fantastico lavorare con una squadra. Ho ancora molta di quell'energia che si mette in un weekend di gara», spiega.

Uno stato d'animo che ha profondamente modificato le sue intenzioni iniziali: «È una ritrovata motivazione che ha persino cambiato i miei piani iniziali. Quando sono tornato in Formula 1, pensavo che sarebbe stato un capitolo breve. Ma ora voglio restare più a lungo».

Un'ambizione che va oltre la Cadillac

Attualmente sotto contratto con la Cadillac per due stagioni, Pérez guarda già oltre. «Il mio contratto qui è di due anni. Ma penso piuttosto a quattro», afferma.

Il messicano subordina tuttavia questo prolungamento a due elementi: le prestazioni e l'equilibrio personale. «Finché sarò competitivo, continuerò. E la mia famiglia deve essere d'accordo. E lo è

Un discorso pacato, ma che si inserisce anche in un contesto competitivo. L'ombra di giovani talenti, come Colton Herta, aleggia già sul futuro della squadra, nel caso in cui ottengano la superlicenza.

Uno sguardo critico sull'attuale F1

Nonostante questo ritrovato entusiasmo, Pérez non nasconde le sue riserve sulla direzione tecnica della disciplina. «Non mi piacciono molto questi cambiamenti. È diventata una Formula 1 completamente diversa», spiega.

Il pilota riconosce le sfide economiche, ma ritiene che l'equilibrio debba ancora essere trovato: «Capisco la direzione che lo sport deve prendere per rimanere economicamente attraente. Ma c'è ancora molto lavoro da fare».

La sua constatazione è chiara: «Siamo qui perché amiamo correre. E ho la sensazione che abbiamo perso un po' di questa passione».

Come molti piloti, sottolinea in particolare la complessità legata alla gestione dell'energia: «Questo rende la Formula 1 meno divertente di prima».

E nonostante i recenti adeguamenti, si aspetta di più: «Chi decide deve ascoltarci di più, ci sono altre cose che vogliamo cambiare».

Verstappen come punto di riferimento

Alla domanda sui suoi ex compagni di squadra, Pérez indica senza esitazione Max Verstappen come punto di riferimento. «Max Verstappen è il numero uno», afferma con decisione.

Ma il messicano precisa subito: «Non è poi così avanti». Secondo lui, i distacchi dipendono anche dal comfort in macchina: «Se avessimo avuto tutti una macchina in cui ci sentivamo a nostro agio al 100%, saremmo stati tutti molto vicini».

Infine, Pérez mantiene i piedi per terra riguardo alla Cadillac. L'obiettivo non è ancora quello di puntare alla vittoria, ma di progredire passo dopo passo. «Lasciare alcune squadre alle nostre spalle. Se ci riuscissimo, sarebbe fantastico».

La sua ambizione è chiara: «Sogno di battere due o tre squadre affermate entro la fine dell'anno».

Un obiettivo misurato, ma rivelatore di un pilota che, nonostante gli anni, non ha perso nulla del suo appetito.