Lando Norris avrebbe potuto puntare alla vittoria al Gran Premio di Miami, ma alla fine non ha potuto nulla contro la Mercedes di Kimi Antonelli.
C'era spazio. E forse è proprio questo l'aspetto più frustrante per Lando Norris.
Secondo all'arrivo dietro a Kimi Antonelli, il pilota della McLaren lascia Miami con un sentimento contrastante: quello di un weekend solido… ma di una vittoria sfuggita per un soffio.
Una gara che si decide ai box
In pista, Norris non ha deluso. Veloce, costante, capace di mettere sotto pressione Antonelli, in particolare dopo la fase di safety car, il britannico aveva chiaramente le carte in regola per puntare alla vittoria.
Ma il momento chiave si è giocato nella corsia dei box.
Entrato ai box un giro dopo Antonelli, Norris è ripartito dietro alla Mercedes. Un undercut eseguito alla perfezione dal team tedesco… e un'occasione sfumata per la McLaren.
Il bilancio è chiaro: «Un risultato altalenante, in realtà. Siamo stati superati. Non ci sono altre scuse. Siamo stati superati; avremmo dovuto rientrare ai box per primi. Kimi ha fatto un ottimo lavoro, complimenti a Mercedes e a Kimi: hanno fatto una bella gara».
Antonelli solido, Norris impotente
Una volta in seconda posizione, Norris ci ha provato. Senza sosta. Ma come spesso accade a Miami, il sorpasso rimane un'impresa delicata, anche con il boost.
«Con queste lunghe zone di frenata e queste auto, è facile commettere errori, ma lui non ne ha commessi abbastanza gravi da permettermi di approfittarne.»
Antonelli non ha lasciato nulla al caso. Pulito, preciso, impeccabile. Risultato: 3,264 secondi di distacco al traguardo… e una vittoria che sfugge alla McLaren.
«Sono deluso per non aver vinto qui a Miami. Penso che oggi fosse possibile, ma non avevo il ritmo per superarlo alla fine. Lo accettiamo, e nel complesso rimane un weekend positivo.»
Una gara di esecuzione… e di gestione
In una gara così tattica, tra gestione della batteria, fasi di ripresa e condizioni insidiose, Norris sottolinea un punto chiave: non commettere errori.
«Bisogna sempre essere tattici nella gestione della batteria; ci si può facilmente lasciare trascinare in una cattiva gestione e farsi cogliere di sorpresa. Ma a parte questo, penso di aver fatto un buon lavoro, e la squadra ha fatto un buon lavoro per tutto il weekend, quindi sono orgoglioso di tutti.»
Un discorso lucido, quasi clinico. La McLaren è stata brava… ma non perfetta. E di fronte a una Mercedes chirurgica, non c'è spazio per gli errori.
Piastri salva il weekend
Dall'altra parte del box, Oscar Piastri ha dato un tocco più sorridente alla storia. A lungo al centro dei duelli, in particolare contro Leclerc in un finale ad alta tensione, l'australiano è andato a conquistare un meritato podio, superando la Ferrari negli ultimi istanti.
«Questo weekend non è stato dei più semplici. Penso che le qualifiche di ieri siano state un po' caotiche per noi due [piloti McLaren], ma il ritmo sembrava più incoraggiante oggi.»
«Ho dovuto effettuare alcuni sorpassi e, ovviamente, la fine della gara si è giocata in uno sprint finale, ma qui è davvero molto tecnico, soprattutto in queste condizioni. Grazie alla squadra. Chiaramente, siamo di nuovo più competitivi, ed è incoraggiante.»
Un podio che conferma la crescita della McLaren.
La McLaren torna in gioco
Al di là del risultato grezzo, una doppietta sul podio, il segnale è chiaro: la McLaren è tornata in gioco. Grazie alle innovazioni realizzate durante la lunga pausa dal Gran Premio del Giappone. «Penso che questo fine settimana abbiamo dimostrato che se prendiamo la testa della gara, possiamo mantenerla.»
«Eravamo vicini in Giappone, ma abbiamo chiaramente fatto progressi e spero che in Canada potremo fare un ulteriore passo avanti. Non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserva il futuro.»