La vittoria di Max Verstappen al Gran Premio di Spagna ha dato nuovo slancio alla Formula 1 dopo due stagioni di dominio incontrastato della Mercedes, ma la sua ascesa potrebbe causare problemi al resto dei talenti della Red Bull.
La gerarchia dei piloti Red Bull è stata nuovamente riorganizzata e le ripercussioni si fanno già sentire all'interno dei due team. La prima vittoria in un Gran Premio di Max Verstappen, ottenuta al suo debutto al volante della Red Bull equipaggiata con un motore Renault, non solo ha confermato la decisione della scuderia austriaca di promuoverlo dalla Toro Rosso, ma ha anche accelerato l'addio di diversi piloti di lunga data.
La vittima più immediata è Daniil Kvyat. Dopo essere stato retrocesso alla Toro Rosso all'inizio della stagione europea, il russo ha ottenuto un rispettabile giro veloce, il primo della sua carriera, e ha persino stretto la mano al suo successore sul podio. Ma la sua prestazione, sebbene sia stata un breve momento di orgoglio, non è riuscita a invertire la tendenza generale: il sistema di formazione della Red Bull ha già visto scomparire piloti come Scott Speed, Vitantonio Liuzzi e Sébastien Bourdais, e le prospettive di Kvyat di tornare nella squadra senior sembrano cupe.
Ricciardo, che era stato designato come futuro numero due della Red Bull nelle ultime due stagioni, è stato eclissato ad ogni giro dal giovane olandese. Nonostante abbia condotto gran parte della gara, una discutibile strategia di rifornimento gli è costata il podio, e la posizione dell'australiano all'interno della squadra si è notevolmente deteriorata. Con Verstappen ormai chiaramente al centro dell'attenzione del paddock e della dirigenza della Red Bull, aumenta la pressione su Ricciardo affinché prenda in considerazione altre opzioni. Anche Carlos Sainz, lo spagnolo che condivideva un posto alla Toro Rosso con Kvyat, ha risentito delle ripercussioni di questa situazione. Nonostante abbia concluso il Gran Premio di Spagna al terzo posto, il miglior risultato della sua carriera, dopo una bella rimonta negli ultimi giri, la questione se potrà mai occupare un posto alla Red Bull rimane legata a due variabili: le sue prestazioni continue in pista e il futuro percorso di Ricciardo. Finché Verstappen rimarrà la stella della squadra, il futuro di Sainz dipenderà più dalle sue prestazioni e dal tempismo che dalle preferenze. Il paradosso alla Red Bull è evidente: il vivaio di talenti non è mai stato così ricco, ma con solo due posti di alto livello, l'organizzazione è costretta a fare scelte difficili che privilegiano i risultati piuttosto che la lealtà. In questo ambiente ad alto rischio, anche un pilota del calibro di Kvyat, onesto e competente, vede limitate le sue opzioni, il che sottolinea il calcolo spietato che ora definisce la filiera dei piloti della Red Bull.