Con l'avvicinarsi del Gran Premio di Francia sul circuito Paul Ricard (dal 21 al 23 giugno), continuate a seguire la nostra serie dedicata ai personaggi francesi del mondo della Formula 1. Nella nostra ultima intervista, FanF1 parla con Pierre Guyonnet-Dupérat, addetto stampa della gara, che apporta la sua grande esperienza nella FIA acquisita lavorando a stretto contatto con il suo presidente, Jean Todt.
A soli cinque anni dal suo debutto nel mondo dell'automobilismo, Pierre Guyonnet-Dupérat vanta già un curriculum che sembra un corso intensivo di comunicazione F1. Dopo un passaggio di rilievo alla FIA, dove ha lavorato a stretto contatto con il presidente Jean Todt, il ventinovenne francese è entrato a far parte dell'organizzazione del Gran Premio di Francia a marzo, sempre animato dai due principi che lo guidano sin dai suoi esordi: una ricerca incessante dell'eccellenza e un sincero amore per il proprio lavoro.
Cosa fa al Gran Premio di Francia? “Sono addetto stampa del Gran Premio di Francia di Formula 1”, spiega Pierre. “Mi occupo della maggior parte delle attività di comunicazione relative all'evento”.
E prima di questo, il suo passaggio alla FIA? Ha iniziato alla FIA nel gennaio 2015 con uno stage di sei mesi nel reparto digitale. Questo ruolo è diventato rapidamente permanente e lui è diventato responsabile di questo reparto, supervisionando il sito web della FIA, i social media, le applicazioni e la strategia digitale globale. Uno dei suoi primi progetti è stato il lancio dell'account Instagram della FIA.
Nel giugno 2016 è entrato a far parte dell'ufficio del presidente della FIA, Jean Todt, in qualità di project manager e coordinatore stampa. Per un anno e mezzo ha viaggiato con Todt, fungendo da collegamento tra il presidente e il team di comunicazione, nonché tutte le altre divisioni della FIA, sulle questioni che il presidente desiderava affrontare.
L'agosto 2017 gli ha portato una nuova sfida: la posizione di vicedirettore dei media per la Formula 1, di recente creazione. In questo ruolo, ha organizzato conferenze stampa, gestito i rapporti con i media per i Gran Premi, coordinato i giornalisti, il centro media e i team e si è occupato di tutte le comunicazioni della FIA relative alla Formula 1. “Lavorare con Jean Todt mi ha insegnato molto, sia dal punto di vista professionale che personale”, spiega Pierre. “La sua etica del lavoro è straordinaria e questi 15 mesi mi hanno permesso di costruire una rete di contatti tra i protagonisti di questo sport e di capire chiaramente come funziona tutto”. Formazione Il suo percorso è atipico. Ha conseguito una laurea tecnica in marketing e un master in imprenditoria e innovazione strategica, studi che ha scelto con l'obiettivo di avviare una propria attività. Una candidatura spontanea gli ha permesso di ottenere il tirocinio presso la FIA, ma la sua passione per l'automobilismo era già presente. Perché l'automobilismo e perché la F1? «La mia passione è nata con i rally e le auto storiche, grazie a mio padre, un pilota di rally-raid che ha partecipato più volte alla Parigi-Dakar», racconta. «Ho anche trascorso molto tempo con Clay Regazzoni, ex pilota Ferrari e caro amico di mio padre, che mi ha fatto scoprire molto presto la Formula 1. Per Pierre, il DNA di questo sport – eccellenza, rapidità decisionale, rigore e superamento dei limiti – riflette il lavoro di squadra necessario per portare un pilota e una vettura alla vittoria, una mentalità che oggi applica all'organizzazione del Gran Premio di Francia.
Entrare nel mondo dello sport «Spesso si pensa che la Formula 1 sia un mondo chiuso, ma in realtà esistono molti ponti», osserva. «Oltre agli ingegneri, ci sono gli sponsor, i promotori, la FIA e i team. Basta essere audaci e tendere la mano».
Il posto della Francia nella F1 «Oggi la Francia è ben rappresentata», afferma Pierre. “Il primo Gran Premio si è svolto qui, l'acronimo FIA è francese, la sua presidenza è francese e ora abbiamo il Gran Premio di Francia di nuovo in calendario, un team interamente francese, manager e piloti francesi”. Anche se non esiste un'agenda nazionale coordinata, l'entusiasmo per l'automobilismo è innegabile, aggiunge. “Abbiamo avuto un'interruzione di dieci anni senza Gran Premio, ma ora è tornato, ed era l'anello mancante. La passione è viva da oltre 110 anni, e il successo dello scorso anno a Le Castellet lo dimostra. Il Gran Premio di Francia è assicurato per cinque anni, e speriamo di prolungarlo per un altro decennio”.
Quando gli viene chiesto di scegliere un solo ricordo della sua carriera in Formula 1, Pierre fa una pausa, i suoi occhi riflettono gli innumerevoli momenti che hanno plasmato la sua rapida ascesa in questo sport. Quando gli viene chiesto quale gara non dimenticherà mai, la sua risposta non riguarda un podio o un duello mozzafiato in pista. È il ricordo del Gran Premio del Messico, il weekend in cui è riuscito a far entrare sua moglie, molto lontana dal rombo dei motori, nel cuore della Formula 1. L'ha accompagnata nel paddock, le ha presentato i piloti e le ha mostrato come funziona questo sport dall'interno, trasformando così un impegno professionale in un'esperienza familiare condivisa. Fuori dalla pista, il suo entusiasmo è altrettanto intenso, anche se assume una forma diversa. Descrive il suo lavoro come un “piccolo contributo a un obiettivo comune”, che si tratti di elaborare politiche alla FIA o, attualmente, di mettere a punto il Gran Premio di Francia per la prossima edizione. Trascorre le sue giornate a mantenere i contatti con i team, cercando di rendere ogni gara migliore della precedente, sempre con uno sguardo rivolto al futuro. Quando si toglie il casco, il suo amore per il cinema lo raggiunge, se solo riuscisse a trovare il tempo. Nonostante i suoi impegni, trova il tempo per guardare un film ogni volta che può, ricordando che le storie sullo schermo sono un gradito contrappunto al dramma ad alta velocità della pista. Tra le altre voci francesi in questo sport ci sono Lionel Froissart, Magali Bernard, Florent Gooden e Marine Deloffre.