In occasione delle festività natalizie, FanF1 presenta una breve serie invernale che ripercorre i campionati più memorabili degli anni 2000. Si inizia con l'inizio del nuovo millennio, al culmine della rivalità tra Häkkinen e Schumacher.
Il dominio della Williams e della Benetton era ormai tramontato, lasciando spazio al duopolio McLaren-Mercedes e Ferrari. Le stagioni 1998 e 1999 hanno dato vita a emozionanti lotte per il titolo che sono proseguite fino all'ultimo Gran Premio, una tendenza che si era consolidata dal 1996. Mika Häkkinen ritardò la rinascita della Ferrari vincendo due campionati mondiali. Nel 1998 dovette battere un determinato Michael Schumacher, poi l'anno successivo, dopo l'incidente del Barone Rosso a Silverstone, dovette affrontare un sorprendente sfidante, Eddie Irvine. Già allora il genio di Adrian Newey era evidente nelle vetture McLaren-Mercedes. Ma il 2000 ha segnato una svolta, consentendo al classico duello tra Häkkinen e Schumacher di sbocciare pienamente.
La costanza: il fattore decisivo All'inizio degli anni 2000, l'affidabilità era lontana dagli standard attuali e i guasti meccanici erano frequenti. Schumacher ha sfruttato due vantaggi chiave: la velocità pura della sua superba F1-2000 e le occasionali difficoltà di Häkkinen. Ha vinto le prime tre gare, mentre il suo rivale finlandese è riuscito a conquistare solo il secondo posto a Imola, nella terza gara. Secondo il vecchio sistema di punteggio, Schumacher era in testa per 30 a 6. Häkkinen, tuttavia, non aveva ancora detto l'ultima parola. Il due volte campione credeva ancora di poter sfidare colui che sognava un titolo in rosso. La partenza da sogno di Schumacher è rapidamente crollata: un ritiro a Monaco ha fatto presagire un campionato in cui il minimo errore poteva essere fatale. La McLaren ha reagito durante il Gran Premio di Francia.
Una metà stagione molto serrata Schumacher aveva un vantaggio confortante, mantenendo sempre almeno dieci punti di distacco (il valore di una vittoria) dai suoi rivali. Il Gran Premio di Francia si rivelò decisivo quando un guasto al motore lo costrinse al ritiro. Quella gara vide anche David Coulthard tornare in corsa per il titolo, insieme al nuovo arrivato Rubens Barrichello alla Ferrari.
La rivalità tra Schumacher e Coulthard ha dato vita a un finale ricco di suspense: un primo tentativo fallito dello scozzese, aggravato dalla difesa aggressiva di Schumacher, e uno spettacolare attacco ad Adelaide che il tedesco non è riuscito a contrastare.
Schumacher ha poi subito tre ritiri consecutivi – in Francia, in Austria (eliminato da Ricardo Zonta alla partenza) e in Germania (eliminato da Fisichella) – tutti al primo giro. La svolta di Barrichello Il Gran Premio di Germania è stata la gara più elettrizzante della stagione. Il vecchio Hockenheimring, con i suoi lunghi rettilinei e le poche chicane, era molto diverso dal tracciato attuale, che oggi solo chi ha più di vent'anni ricorda. Un manifestante che ha attraversato la pista ha provocato un periodo di safety car, avvantaggiando involontariamente Rubens Barrichello, che si era qualificato al 18° posto. Mentre Häkkinen e Coulthard correvano con pneumatici intermedi, Barrichello è rimasto con pneumatici asciutti scanalati, una scommessa che si è rivelata vincente. Il brasiliano ha resistito all'attacco della McLaren per conquistare la sua prima vittoria dopo sette stagioni, una vittoria emozionante per la Ferrari. A sei gare dalla fine, i primi quattro piloti erano separati solo da dieci punti, una situazione davvero notevole.
La maestria di Häkkinen nei sorpassi La stagione 2000 sarà ricordata per uno dei sorpassi più iconici della F1 moderna. Durante il Gran Premio del Belgio, la lotta per il titolo tra Schumacher e Häkkinen raggiunse il suo apice. Häkkinen tentò una manovra audace su Schumacher, che stava rallentando, utilizzando semplicemente la sua scia e la sua astuzia. A due giri dall'arrivo, Ricardo Zonta, al volante di una BAR-Honda poco performante, si trovava sul rettilineo di Kemmel. Schumacher ha tentato una finta all'ultimo minuto all'esterno, ma Häkkinen ha preso la linea interna e si è assicurato una brillante vittoria, una manovra che è stata ripresa da Ocon, Vettel e Gasly nel 2022. La liberazione Per Schumacher, la velocità pura della F1-2000 si rivelò decisiva, soprattutto perché la McLaren ebbe numerosi problemi di affidabilità. Ottenne nove vittorie contro le quattro di Häkkinen, ma la regolarità del finlandese gli permise di rimanere in lizza per il terzo titolo. Schumacher ha finalmente liberato la Ferrari dalla maledizione che perseguitava la squadra dal titolo di Jody Scheckter nel 1979. Anche se il campionato costruttori era sfuggito a Maranello nel 1999, la gioia del futuro sette volte campione sottolineava il sollievo provato in tutto il Red Barn. Il confronto a Suzuka si trasformò in una battaglia disperata per Mika Häkkinen, che spinse la sua vettura al limite per rimanere in lizza per il Gran Premio della Malesia, che chiudeva la stagione. Alla fine, Michael Schumacher tagliò per primo il traguardo, sigillando così la sua vittoria. Questa gara segnò la fine di uno dei periodi più famosi della Formula 1: l'intensa rivalità tedesco-finlandese che ispirò un'intera generazione di piloti e appassionati. Ancora più importante, segnò l'inizio del dominio inarrestabile di Schumacher, un impero che sarebbe crollato solo nel 2005.