Riflettori puntati sulle reclute del 2025: Oliver Bearman, l’opportunista

Riflettori puntati sulle reclute del 2025: Oliver Bearman, l’opportunista
Crediti: FanF1

Arrivano, imparano e impressionano. In Ritratto di un rookie, scoprite i nuovi volti della F1, i loro primi trionfi e le loro ambizioni feroci, mettendo in luce coloro che sono pronti a diventare le star di domani.

Nato l'8 maggio 2005 a Chelmsford, in Inghilterra, Oliver James Bearman ha stravolto il percorso abituale dei piloti adolescenti. All'età di 18 anni, il giovane britannico aveva già partecipato a due gare di Formula 1 per due scuderie diverse, un'impresa che sarebbe sembrata impossibile solo pochi anni prima.

La carriera di Bearman nell'automobilismo è iniziata nel 2013, quando all'età di otto anni ha scambiato la sua bicicletta con un kart e ha rapidamente dimostrato di avere il suo posto in testa al gruppo. I titoli nazionali e internazionali si sono accumulati, tra cui una vittoria nel campionato mondiale di karting IAME nel 2020. A 15 anni è passato alle monoposto e, nella stagione successiva, è entrato nella storia vincendo i campionati italiano e tedesco di Formula 4 nello stesso anno, una doppietta che ha attirato l'attenzione della Ferrari Driver Academy, che lo ha accolto nel 2022.

Il suo talento ha continuato a sbocciare nelle categorie junior. Nella sua prima stagione in Formula 3 (2022), ha concluso al terzo posto nella classifica generale e, un anno dopo, con la Prema Racing in Formula 2, ha ottenuto quattro vittorie, otto podi e 205 punti, chiudendo la stagione al sesto posto in classifica. Questi risultati gli sono valsi la nomination per l'Autosport BRDC Award e l'Henry Surtees Award nel 2021, sottolineando la sua reputazione come uno dei piloti britannici più promettenti. Il 2024 si è rivelato un anno di svolta. Dopo essere stato pilota di riserva per Ferrari e Haas, Bearman è stato chiamato a sostituire Carlos Sainz Jr., malato, nel Gran Premio dell'Arabia Saudita. Questa sostituzione lo ha reso il primo pilota a debuttare direttamente con la Ferrari dal 1972 e, a 18 anni, il più giovane a correre per la Scuderia, superando il record di Ricardo Rodríguez stabilito nel 1961. Si è qualificato con un impressionante 11° posto e, durante la gara, ha dimostrato un sangue freddo fuori dal comune per la sua età, affrontando rivali esperti e tagliando il traguardo al settimo posto, che gli è valso i suoi primi punti nel campionato mondiale e il titolo di “Pilota del giorno” assegnato dai fan.

Una settimana dopo, la scuderia americana Haas gli ha offerto la sua prima gara come membro a pieno titolo del team al Gran Premio dell'Azerbaigian, dove ha migliorato la sua posizione in qualifica salendo al 10° posto e aggiungendo un punto al totale della squadra. È tornato per il Gran Premio del Brasile, dove ha acquisito ulteriore esperienza, anche se non è riuscito a conquistare punti. Fuori dai circuiti, Bearman è descritto dagli ingegneri del team come un pilota maturo e molto intelligente, con uno stile aggressivo ma controllato, capace di sorpassi decisivi. Fuori dai circuiti, è altrettanto con i piedi per terra. Una volta ha scherzato dicendo che ha fallito il suo primo esame di guida perché “non si è fermato a uno stop”, ricordando con umorismo che gli unici stop che ha mai conosciuto sono quelli dipinti sui circuiti. In uno sport in cui l'età spesso determina le opportunità, la rapida ascesa di Bearman, unita alla sua calma e al suo acuto senso della corsa, suggerisce che la sua storia è solo all'inizio.