Avrete sicuramente notato quel momento ai piedi del podio, quando i piloti tornano uno ad uno al centro ufficiale della FIA per essere pesati. Ma sapete perché?
Quando nel 2019 la FIA ha finalmente posto fine alla “corsa al regime dei piloti”, l'attenzione su questo sport si è spostata dalla riduzione delle silhouette all'equilibrio tra prestazioni e sicurezza. La nuova regola – un peso minimo obbligatorio di 80 kg per ogni pilota, regolabile se necessario con zavorre – è stata introdotta per uniformare le condizioni di gara, dato che le auto di Formula 1 hanno acquisito molto peso nell'ultimo decennio.
Questo sport funziona già secondo due regolamenti paralleli. I regolamenti sportivi dettano il funzionamento dei team, dei piloti e degli eventi, mentre i regolamenti tecnici stabiliscono i parametri tecnici che ogni telaio deve rispettare. Uno dei vincoli tecnici più evidenti è il peso minimo della combinazione auto-pilota. Nel 2020, il riferimento era di 746 kg, compreso il peso minimo di 80 kg del pilota. Se un pilota è più pesante, l'auto può essere costruita più leggera; un pilota di 86 kg, ad esempio, consente di ridurre il telaio a circa 660 kg, pur rispettando il limite complessivo. Qualsiasi peso superiore alla soglia di 746 kg rallenta semplicemente l'auto in rettilineo e compromette i tempi sul giro. Perché la FIA si è sentita in dovere di legiferare sul peso minimo dei piloti? Man mano che il telaio diventava più pesante (circa 30 kg in più rispetto a dieci anni fa) a causa dell'aerodinamica più importante, dei pneumatici più grandi e delle aggiunte di sicurezza come l'Halo, i team hanno iniziato a richiedere piloti sempre più magri per compensare la massa aggiuntiva. Nel 2012, Mark Webber della Red Bull, che pesava 75 kg, aveva bisogno di circa 180 kg di carburante per un Gran Premio, il che portava il peso della sua auto sulla linea di partenza a 888 kg. Il suo compagno di squadra più leggero, Sebastian Vettel (63 kg), trasportava 165 kg di carburante, il che gli dava un vantaggio di 27 kg alla partenza. Queste cifre dimostravano chiaramente che il peso corporeo di un pilota poteva essere un fattore determinante per le prestazioni.
Il regolamento 2019 limita questo vantaggio. A partire da questa stagione, ogni pilota deve pesare almeno 80 kg dopo la gara, compreso il zavorra, e il peso combinato dell'auto e del pilota non può essere inferiore a 740 kg (cifra del 2019). Ciò elimina qualsiasi vantaggio intrinseco dei piloti naturalmente più leggeri, spesso più piccoli, e mette i piloti più alti e più pesanti su un piano di parità. Prima di questa modifica, i funzionari pesavano il pilota e l'auto insieme alla fine di ogni Gran Premio per verificarne la conformità; ora i due elementi vengono ispezionati separatamente. Il processo di pesatura è rigorosamente controllato. Il contrappeso, approvato dal delegato della FIA, viene installato nell'abitacolo prima della partenza e ricontrollato dopo la gara. I piloti salgono su una bilancia con il casco e il dispositivo HANS; il peso totale deve essere di 80 kg. In pratica, un pilota di 66 kg può gareggiare a condizione che vengano installati 14 kg di contrappeso. Dato che i piloti possono perdere da due a tre chili di sudore durante un turno di due ore a una temperatura di 35 °C, il peso aggiuntivo viene calcolato per compensare questa perdita, al fine di garantire che il minimo sia raggiunto al traguardo.
Per i piloti, la pesatura post-gara è un rituale che si svolge non appena scendono dall'auto, con l'adrenalina ancora a mille. La scena che si è svolta dopo il Gran Premio del Brasile 2018, quando Max Verstappen, appena uscito da un testacoda, è stato immediatamente condotto alla bilancia, illustra perfettamente quanto il rispetto del peso sia diventato parte integrante della routine moderna della F1.