«Non è una rivoluzione»: la FIA smorza le aspettative dopo le modifiche previste per il 2026
Dopo l'annuncio delle modifiche al regolamento 2026, la FIA ha voluto calmare gli animi. Sì, sono state apportate alcune modifiche. Ma no, la Formula 1 non cambierà volto da un giorno all'altro.
In un paddock dove le aspettative erano alte – a volte forse anche un po' troppo? – la FIA ha rapidamente definito il quadro. «Questi cambiamenti non modificheranno in modo sostanziale ciò che vedete».
Il messaggio, firmato da Nikolas Tombazis, direttore tecnico della FIA, è chiaro: inutile aspettarsi una metamorfosi spettacolare già a Miami. Gli adeguamenti approvati rientrano più nella messa a punto che in una revisione totale.
In altre parole: si affina, si corregge… ma non si riscrive la partitura.
Correzioni mirate, visibili soprattutto agli addetti ai lavori
In sostanza, le evoluzioni riguardano punti ben identificati: gestione dell'energia, superclipping, sicurezza alla partenza. Argomenti tecnici, a volte complessi, ma centrali nelle critiche formulate all'inizio della stagione.
In pista, gli effetti saranno ben reali… ma non necessariamente evidenti per il grande pubblico. «Le qualifiche saranno più a tutto gas. Forse questo si vedrà nelle telecamere a bordo o nel suono.»
In altre parole, occorrerà avere l'occhio – e l'orecchio – ben allenati per cogliere appieno la differenza.
Una F1 che evolve… per sua natura
La FIA insiste anche su un punto spesso dimenticato: la Formula 1 è un organismo vivente. «Il regolamento evolve per sua natura.»
Con oltre 3.000 ingegneri al lavoro tra team e costruttori di motori, sarebbe illusorio pensare che un regolamento rimanga immutato. Ogni dettaglio viene analizzato, sfruttato, ottimizzato. E prima o poi… corretto.
Al di là del contenuto delle modifiche, viene messo in primo piano anche il metodo.
Le discussioni sono state giudicate costruttive, con un voto unanime delle scuderie e dei costruttori di motori. Anche i piloti sono stati maggiormente coinvolti nel processo, un punto regolarmente richiesto negli ultimi anni. «Si sono sentiti coinvolti.»
Un consenso raro in Formula 1, e abbastanza significativo da essere sottolineato.
Un equilibrio tecnico sempre delicato
Da un punto di vista puramente tecnico, queste modifiche rimangono un compromesso.
Il pilota di riserva della Mercedes Anthony Davidson, dopo aver lavorato a lungo al simulatore, riassume bene la situazione: ridurre il recupero di energia permette ai piloti di guidare più a fondo… ma a costo di un leggero calo delle prestazioni complessive.
Un paradosso accettato. «Tempi sul giro più lenti, ma piloti più al massimo.»
Una filosofia che avvicina la F1 a categorie come la F2 o la F3, dove l'impegno prevale sulla gestione.
Meno gestione, più leggibilità?
Uno degli effetti attesi riguarda la riduzione delle fasi di “clipping”, quei momenti in cui la potenza cala progressivamente.
Con una potenza di erogazione rivista al rialzo, queste fasi dovrebbero diventare più brevi e meno penalizzanti per lo spettacolo. «Questo dissuaderà i piloti dal rallentare.» Sulla carta, l'intenzione è chiara: rendere la guida più naturale, più istintiva.
Rimane però un'incognita di rilievo: l'impatto sulla gara.
Perché se le qualifiche dovrebbero diventare più leggibili, la questione dei sorpassi rimane. Il dubbio persiste, ed è legittimo. Perché in Formula 1, ogni modifica può avere effetti inaspettati…