Niki Lauda vinse il suo primo campionato il 7 settembre 1975, sul circuito di Monza, roccaforte della Ferrari. Dopo aver già ottenuto quattro vittorie in quella stagione, l'austriaco divenne il primo pilota Ferrari a riportare il titolo a Maranello dal 1964.
Un anno dopo i suoi modesti esordi, Niki Lauda arrivò a Maranello con una missione chiara: risollevare le sorti della Ferrari. Gli inizi dell'austriaco in Formula 1 erano stati tutt'altro che facili, ma il suo talento aveva attirato l'attenzione di Enzo Ferrari e la Scuderia lo aveva ingaggiato per il 1974.
Durante i test pre-stagionali, Lauda rimodellò la 312 T con l'obiettivo di renderla un'auto vincente. La scommessa fu vincente in Spagna, dove tagliò il traguardo al primo posto e fece nascere la speranza che il titolo tornasse finalmente al box italiano. Ma una combinazione di errori di guida e problemi di affidabilità impedì che il campionato fosse alla sua portata.
Senza lasciarsi scoraggiare, Lauda affrontò la stagione 1975 come grande favorito. Tuttavia, la stagione iniziò all'insegna delle critiche. La stampa italiana criticò aspramente il cambio della nuova 312 T, definendo la vettura sottodimensionata. I loro dubbi si rivelarono fondati: il telaio si dimostrò nervoso e il suo compagno di squadra Clay Regazzoni ebbe un incidente con una delle prime auto dell'anno. In risposta, il capo meccanico Mauro Forghieri tornò alle auto del 1974, che Lauda descrisse poi come “alla fine del loro potenziale e lente”. Il risultato fu un inizio disastroso, con la nuova 312 T che arrivò a Kyalami senza potenza in rettilineo e consentendo al pilota viennese di finire solo al quinto posto. Una serie di test a Fiorano permise di ridare vigore alla vettura, e le due rosse conquistarono un posto in prima fila a Barcellona. La gara si concluse però in modo catastrofico quando Lauda entrò in collisione con Regazzoni alla partenza, costringendo entrambi al ritiro. Nonostante queste battute d'arresto, il weekend lasciava intravedere una ripresa. Monaco offriva a Lauda l'occasione di zittire i suoi detrattori sulle strade che avevano lanciato la sua carriera nel 1973. Dopo un giro di qualificazione fulminante che ha battuto di diversi secondi il precedente record, ha conquistato la pole position e ha condotto la gara dall'inizio alla fine, precedendo il campione in carica Emerson Fittipaldi. La dinamica è proseguita in Spagna e in Svezia, dove Lauda ha ripetuto la sua impresa, conquistando dieci punti di vantaggio su Carlos Reutemann e passando dall'ultimo posto in classifica al primo.
Questa serie fu interrotta da James Hunt, l'amico diventato rivale di Lauda, che conquistò la sua prima vittoria in un Gran Premio durante il Gran Premio dei Paesi Bassi disputato sotto la pioggia, dopo una battaglia accanita. Lauda ha risposto al Nürburgring, diventando il primo pilota a superare la barriera dei sette minuti sul leggendario circuito, anche se una foratura lo ha relegato al terzo posto.
Una gara abbreviata dalla pioggia in Austria ha permesso a Lauda di arrivare in Italia in testa al campionato, pronto a conquistare il titolo. Trasformò la pressione in prestazione, conquistando la pole position a Monza e, mentre il suo compagno di squadra Regazzoni conquistava la vittoria, il terzo posto di Lauda gli assicurò il campionato piloti, il primo per la Ferrari dal 1964 con John Surtees. Anni dopo, Lauda definì il pacchetto del 1975 “perfetto”: un mix armonioso tra telaio, motore, cambio trasversale e una collaborazione impeccabile tra meccanici e ingegneri.
La stagione di Lauda non si è fermata qui. A Watkins Glen ha conquistato la pole position e la vittoria, coronando un anno dominante che gli è valso il titolo di pilota dell'anno assegnato da Autosport. La stagione 1975 lasciava intravedere un futuro in cui avrebbe potuto diventare il primo pilota dopo Jack Brabham a conservare il titolo mondiale, senza la minaccia imminente di un avversario temibile e una tragedia che avrebbe sconvolto per sempre questo sport.
La stagione è iniziata in modo modesto, con il pilota che si è qualificato quarto in Argentina per poi finire sesto. Lo schema si è ripetuto in Brasile e in Sudafrica, dove le partenze in quarta posizione hanno portato ogni volta ad arrivi in quinta posizione. La svolta è arrivata in Spagna, dove una pole position è stata seguita da un ritiro anticipato dopo un incidente.
A partire da Monaco, le prodezze del pilota nelle qualifiche si sono tradotte in un dominio nel giorno della gara. Una pole position sul circuito cittadino di Montecarlo gli ha assicurato la prima vittoria, e la serie è proseguita con un'altra pole position e una vittoria in Belgio. In Svezia, nonostante una partenza dalla quinta posizione, il pilota è salito sul gradino più alto del podio. Una pole position nei Paesi Bassi gli è valsa un rispettabile secondo posto, mentre una pole position in Francia gli ha permesso di conquistare nuovamente la vittoria. I risultati sono stati meno brillanti in Gran Bretagna, dove un terzo posto alla partenza ha portato a un ottavo posto all'arrivo e a nessun punto. Il pilota ha poi riconquistato la pole position in Germania, finendo quarto, e in Austria, dove una pole position gli è valsa un sesto posto, in una gara in cui sono stati assegnati solo la metà dei punti abituali. Una pole position in Italia gli ha permesso di salire sul terzo gradino del podio, e la stagione si è conclusa in bellezza con una pole position e una vittoria negli Stati Uniti.