Manor e la F1: una storia che sembrava impossibile

Manor e la F1: una storia che sembrava impossibile
Crediti: FanF1

Manor/Marussia potrà ancora partecipare alla stagione 2015 di Formula 1? Coinvolta in una controversia politica ed economica, il futuro della scuderia è incerto. Valuteremo quindi in modo pragmatico i pro e i contro di un impegno nella prossima stagione.

Dietro i riflettori del campionato di Formula 1 2015, infuria una guerra silenziosa sul destino della scuderia britannica Manor. Sebbene il suo nome figuri ancora nell'elenco dei partecipanti, nulla garantisce che la scuderia sarà effettivamente al via della stagione. La situazione del club è precaria e complessa, conseguenza di insuccessi commerciali, della scomparsa di investitori e di un labirinto giuridico che solo una manciata di addetti ai lavori sembra in grado di districare.

I problemi sono iniziati quando l'asta dei beni di Manor è fallita, vanificando ogni speranza di una via d'uscita indolore e lasciando la squadra sull'orlo del baratro. Il suo principale finanziatore dal 2012, il consorzio Marussia, si è ritirato dopo non essere riuscito a finanziare gli stipendi del personale e ad ottenere una licenza di Formula 1 a lungo termine. La stessa sorte è toccata alla Caterham, un'altra squadra sfortunata, che è riuscita a partecipare all'ultimo Gran Premio del 2014, ma non è riuscita ad attirare nuovi investitori. Tuttavia, la Manor si rifiuta di dichiararsi sconfitta. Le procedure legali relative alle entità in fallimento sono notoriamente complesse, ma secondo recenti indiscrezioni sarebbe intervenuto un nuovo investitore, offrendo garanzie sufficienti affinché la scuderia possa correre, almeno in parte, con la vettura dell'anno scorso. Le trattative rimangono avvolte nel segreto, lasciando trapelare pochissime informazioni su come la scuderia potrebbe effettivamente competere. La situazione è ulteriormente complicata dall'opposizione del “gruppo strategico” dello sport, ovvero i team finanziariamente dominanti che, insieme alla Force India, controllano di fatto l'orientamento del campionato. Secondo alcune fonti, questo blocco avrebbe bloccato l'ingresso della Manor, sostenendo che il team non può impegnarsi in un programma pluriennale sostenibile. Sebbene l'accordo proposto consentirebbe di preservare centinaia di posti di lavoro, alcuni dei quali di nuova creazione secondo il benefattore anonimo, le sue implicazioni sportive sono altrettanto controverse. La Marussia, che faceva parte del trio di nuovi arrivati nel 2010 insieme a Caterham e HRT, ha mostrato segni promettenti, ma non è mai riuscita a colmare il divario con le squadre di testa. Il suo unico momento di gloria è stato a Monaco, dove il talento di Jules Bianchi e una gara favorevole le hanno permesso di conquistare due punti, un'eccezione in una stagione in cui la vettura era generalmente distanziata di mezzo secondo o più dalle sue rivali più vicine, anche in condizioni ottimali.

Se Manor partirà nel 2015 con un telaio vecchio di un anno che era già in ritardo nel 2014, dovrà affrontare una dura battaglia. Il team potrebbe approfittare della stagione per ricostruire le proprie finanze e, come affermano i suoi finanziatori, sviluppare una nuova vettura per il 2015. In pratica, tuttavia, l'attuale ecosistema della Formula 1, motivato più dall'economia che dallo sport puro, condannerebbe probabilmente la scuderia britannica a una rapida uscita di scena.

La Manor è senza dubbio una delle squadre più simpatiche di questo sport, dopo aver attraversato un 2014 difficile e aver conquistato una base di fan fedeli. Lo sport potrebbe trarre vantaggio da un'immagine più umana e artigianale, ma date le strutture di potere esistenti, il posto della squadra sulla griglia di partenza sembra sempre più insostenibile.