Tre decenni e mezzo fa, la McLaren, guidata da Ayrton Senna e Alain Prost e equipaggiata con un motore Honda a prova di tutto, ha quasi vinto tutte le gare della stagione. Tuttavia, proprio come nel 2023, una sola vittoria della Ferrari ha impedito a tutte le squadre di concludere l'anno imbattute.
Quando l'11 settembre 1988 sventolò la bandiera a scacchi a Monza, il boato dei tifosi non era per il trionfo di un campione, ma per un momento di rivincita collettiva: per la prima volta in sedici gare, il dominio della McLaren durante tutta la stagione era stato interrotto. Quel Gran Premio d'Italia sarebbe diventato il culmine di una tendenza che si è ripetuta solo due volte da allora: la campagna quasi perfetta della Red Bull nel 2023 e l'unica vittoria della Ferrari nello stesso anno, entrambe ponendo fine a una serie che, all'epoca, sembrava inattaccabile.
La stagione 2023 è stata la prima dal 1988 in cui una squadra diversa dalla Ferrari è riuscita a vincere una sola gara, impedendo così allo sport di conquistare tutte le vittorie del Gran Premio. È stata la Red Bull, e non la Scuderia, a non riuscire a stabilire un record perfetto. Trentacinque anni prima, era stata la McLaren a inciampare a Monza, grazie al trionfo della Ferrari sul proprio terreno.
Dal 1984 al 1991, la McLaren ha scritto gran parte della storia del campionato dell'era moderna. Ad eccezione del titolo vinto da Nelson Piquet con la Williams-Honda nel 1987, la scuderia britannica ha fornito tutti i campioni piloti: Niki Lauda nel 1984, i primi tre titoli di Alain Prost nel 1985, 1986 e 1989 e i tre titoli di Ayrton Senna nel 1988, 1990 e 1991. La stagione 1988, in particolare, ha incarnato il dominio della McLaren-Honda. Senna arrivò dalla Lotus, già sei volte vincitore del Gran Premio, e fece squadra con il due volte campione Alain Prost dopo la partenza di Stefan Johansson per la Ligier. Il duo, soprannominato “Il Professore” e “Magic Senna”, fu associato alla leggendaria MP4-4, un'auto che sarebbe diventata il punto di riferimento in termini di eccellenza tecnica.
I loro temperamenti contrastanti hanno definito la loro rivalità: Prost, metodico e orientato ai punti, ha tracciato la sua strada verso il campionato sfruttando tutti i vantaggi possibili; Senna, grezzo e aggressivo, cercava la velocità pura. La stagione si è svolta su sedici gare e la superiorità della McLaren è stata assoluta. Prost ha ottenuto sette vittorie, Senna otto, e il team ha accumulato 199 punti costruttori, eclissando i 65 punti della Ferrari. Secondo il sistema di punteggio 9-6-4-3-2-1 dell'epoca, che prendeva in considerazione solo gli undici migliori risultati e non assegnava alcun bonus per i giri più veloci, Senna vinse il suo primo titolo con 90 punti, tre in più di Prost (87). Ma anche un dominio del genere poteva essere messo in discussione. A Monza, la prima fila era ancora una volta occupata dalla McLaren: Senna in pole position, Prost al suo fianco. Dietro di loro, le Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto occupavano il terzo e il quarto posto. La gara iniziò come previsto, con Senna in testa e Prost alle sue spalle. Al 30° giro, tuttavia, il motore del francese iniziò a perdere colpi e cinque giri dopo un pistone in ceramica rotto lo costrinse al ritiro, il primo guasto tecnico subito dalla McLaren in tutta la stagione.
Senna riuscì a mantenere il vantaggio nonostante gli attacchi iniziali delle Ferrari, ma nel penultimo giro la vettura del brasiliano entrò in collisione con la Williams-Judd del debuttante francese Jean-Louis Schlesser, alla sua unica apparizione in F1 in sostituzione di Nigel Mansell, malato. Il contatto fece girare Senna sul vibratore, bloccando il motore. Ha tagliato il traguardo al decimo posto, senza ottenere punti, e per la prima volta quell'anno la McLaren è ripartita da Monza a mani vuote. L'esultanza dei tifosi era palpabile. Berger ha preso il comando, superando Alboreto e conquistando la sua quarta vittoria in un Gran Premio, mentre Alboreto ha completato la doppietta Ferrari. Questa vittoria segnò la 94ª della Scuderia nella categoria regina dell'automobilismo e, in modo toccante, il primo successo importante dalla morte di Enzo Ferrari il 14 agosto 1988, una perdita che aveva gettato un'ombra sul morale della squadra.
Questo singolare Gran Premio d'Italia rimane un promemoria del fatto che anche le macchine più dominanti possono essere umiliate dalle circostanze, dai problemi tecnici o dalla semplice volontà del pubblico locale. L'eco dello sconvolgimento di Monza nel 1988 ha risuonato per decenni, riemergendo nel 2023 quando la serie quasi perfetta della Red Bull è stata interrotta e l'unica vittoria della Ferrari ha sottolineato la natura fragile della supremazia in Formula 1.