Le auto di F1 dotate di 300 sensori saranno oggetto di uno studio volto a valutarne l’affidabilità e le prestazioni.

Le auto di F1 dotate di 300 sensori saranno oggetto di uno studio volto a valutarne l’affidabilità e le prestazioni.
Crediti: FanF1

I sensori raccolgono dati che Amazon Web Services aggrega e trasmette ai team responsabili dello sviluppo delle automobili.

Quando si pensa alla Formula 1, solitamente vengono in mente il rombo dei motori e l'elegante aerodinamica che permette alle auto di affrontare le curve. Tuttavia, dietro lo spettacolo, ingegneri, meccanici e piloti trascorrono innumerevoli ore a studiare meticolosamente i dati. Le attrezzature moderne e le tecnologie all'avanguardia consentono ai team di accedere a informazioni sempre più precise. La crescente popolarità di questo sport attira ingenti finanziamenti, che a loro volta alimentano continui miglioramenti dell'elettronica di bordo delle auto, ben oltre i componenti puramente meccanici. AWS, la divisione di Amazon specializzata nel cloud computing e nell'analisi dei dati, è un partner chiave della Formula 1. Raccoglie tutti i dati del circuito e li trasmette ai team e alla Formula One Management (FOM) per l'analisi telemetrica.

300 sensori monitorati All'inizio di una gara, ogni monoposto è dotato di circa 300 sensori, un numero che è aumentato notevolmente con i progressi tecnologici. Durante le prove, in cui vengono utilizzate sonde Pitot aggiuntive e altri dispositivi, un'auto può trasportare fino a 600 sensori.

«Generiamo migliaia e migliaia di punti dati ogni millisecondo ed eseguiamo decine di milioni di simulazioni ad ogni giro per cercare di ottimizzare il veicolo e la sua efficienza», ha spiegato Rob Smedley, consulente tecnico presso AWS, a Clubic. Un propulsore di Formula 1 è composto da un motore a combustione, due motori elettrici, un turbo, una batteria e componenti elettronici di controllo che collegano il tutto. Centinaia di sensori monitorano questi componenti, registrando temperatura, regime, portata, pressione, vibrazioni, tensione, ecc. Altri sensori monitorano lo stato degli pneumatici, il fondo piatto, la posizione GPS, l'accelerazione, la frenata e il differenziale. “È completamente surreale rispetto a quello che facevamo negli anni '90. I team ora assimilano e comprendono molto meglio i dati sulle prestazioni. Questo livello di analisi fornisce un quadro molto dettagliato delle auto, dei team, dei piloti e della gara”, spiega Smedley, un ingegnere britannico che ha lavorato per Jordan, Williams e Ferrari e ha ricoperto il ruolo di direttore dei dati in F1 fino al 2022 prima di entrare in AWS. ### Rendere la meccanica più affidabile Gli ingegneri del box e il personale della sede centrale monitorano lo stato dei componenti chiave in tempo reale. Impedendo il surriscaldamento degli pneumatici, ad esempio, ne prolungano la durata ed evitano regolazioni rischiose che potrebbero causare guasti. Grazie a questi progressi nel campo dei dati, le auto moderne sono molto più affidabili rispetto alle loro controparti degli anni '90, quando i ritiri per problemi meccanici erano frequenti. Le simulazioni consentono ora ai team di testare le regolazioni e i componenti in un'ampia gamma di condizioni, cosicché, salvo incidenti, i piloti raramente devono ritirarsi da un Gran Premio.

“La F1 oggi è molto più professionale e affidabile, con un numero maggiore di vetture che completano le gare, il che è meglio per lo spettacolo e, in definitiva, per i tifosi. Più sono i piloti che completano la gara, più la competizione è serrata, e i dati sono stati un fattore chiave di questo successo”, ha osservato Smedley. ### Scoprire nuovi circuiti in anticipo

La ricchezza dei dati aiuta anche i team a prepararsi per i nuovi circuiti. In questa stagione, le informazioni raccolte durante le precedenti gare su circuiti cittadini hanno facilitato la preparazione del primo Gran Premio di Las Vegas, il cui tracciato condivide alcune caratteristiche con le gare precedenti. I simulatori consentono ai piloti di familiarizzare con il circuito prima ancora di recarsi sul posto. “Trent'anni fa, i piloti imparavano ancora il circuito durante il primo giro. I dati sono fondamentali per i nuovi circuiti, in particolare quelli cittadini, perché consentono ai piloti di anticipare il comportamento della vettura”, spiega Smedley. ### Alimentare l'interesse dei fan e dei telespettatori I dati non sono riservati ai team; anche gli spettatori amano le statistiche. Le emittenti televisive mostrano regolarmente dati come l'impatto previsto dei pit stop, consentendo ai fan di interpretare la gara attraverso la propria lente.

AWS sta già valutando la possibilità di integrare esperienze di realtà virtuale a questi dati. Smedley immagina una F1 “alla Matrix” in cui gli spettatori potrebbero indossare occhiali e visualizzare dati specifici dal proprio divano o dalle tribune, magari utilizzando un secondo o un terzo schermo per personalizzare la propria esperienza visiva. Con l'avvicinarsi dei test invernali del 2024, i team continueranno a perfezionare le loro impostazioni utilizzando gli enormi flussi di dati a loro disposizione.