La Svizzera si appresta a revocare il divieto sulle gare su circuito, alimentando le speculazioni su un possibile ritorno della Formula 1. Ma si può davvero parlare di un ritorno?
La Svizzera è forse un nome familiare nella Formula 1, ma il Paese ha ospitato solo pochissime gare sul proprio territorio. Il motivo principale risiede nella tragedia che si è verificata proprio dall'altra parte del confine, in Francia. L'11 giugno 1955, durante la 23ª edizione della 24 Ore di Le Mans, la Mercedes-Benz 300 SLR di Pierre Levegh entrò in collisione con l'Austin-Healey di Lance Macklin al 35° giro. La Mercedes decollò a oltre 200 km/h, uscì di pista e si schiantò sulla folla, uccidendo 84 persone, ferendone oltre 200 e sconvolgendo migliaia di spettatori. Questa catastrofe provocò un'onda d'urto nel mondo automobilistico. La Mercedes si ritirò definitivamente dalle corse automobilistiche, tornando a Le Mans solo nel 1998 e in Formula 1 solo nel 2010. La reazione della Svizzera fu ancora più severa: il Paese vietò tutte le gare su circuito, autorizzando solo le gare in salita. Nonostante questo divieto, l'automobilismo svizzero continuò a produrre talenti e squadre straordinari: Clay Regazzoni, vicecampione di Formula 1 nel 1974 e plurivincitore di Gran Premi; Sébastien Buemi, ex pilota di F1 e plurivincitore di Le Mans e della Formula E; nonché la scuderia Sauber F1 e Rebellion Racing nelle competizioni di endurance.
La Formula 1 in Svizzera Prima del divieto, la Svizzera ospitava i Gran Premi sul circuito di Bremgarten, un tracciato di 7,28 km che ricorda l'antico circuito di Spa-Francorchamps. Dal 1934 al 1954, i sei Gran Premi svizzeri prima della guerra furono tutti vinti da costruttori tedeschi: uno dall'Auto-Union e cinque dalla Mercedes-Benz. Dopo la seconda guerra mondiale, sono state disputate otto gare nel dopoguerra; solo l'ultima prova del 1954 è stata vinta dalla Mercedes-Benz con Juan Manuel Fangio, mentre le altre sette vittorie sono andate alla Ferrari e all'Alfa Romeo. La catastrofe di Le Mans nel 1955 ha posto fine ai Gran Premi in Svizzera, anche se le gare in salita e altri eventi fuori pista sono continuati. Solo nel 2018 è tornata una gara su circuito, quando Zurigo ha ospitato un circuito temporaneo per l'E-Prix di Formula E, vinto dall'eroe locale Sébastien Buemi.
Quando un Gran Premio si svolge all'estero Sebbene dal 1954 non si sia più svolto alcun Gran Premio di Formula 1 sul suolo svizzero, il nome “Gran Premio di Svizzera” è riapparso due volte sul suolo francese, sul circuito di Dijon-Prenois, vicino al confine. La prima edizione, nel 1975, era una gara fuori campionato: Jean-Pierre Jarier (Shadow-Ford) conquistò la pole position, ma dovette ritirarsi a causa di un guasto alla trasmissione, mentre il pilota svizzero Clay Regazzoni trionfò con la sua Ferrari 312T, precedendo Patrick Depailler e Jochen Mass.
La seconda edizione, il 29 agosto 1982, faceva parte del campionato mondiale. Alain Prost conquistò la pole position e guidò 77 degli 80 giri prima di essere superato dal finlandese Keke Rosberg, che ottenne la sua prima vittoria in un Gran Premio del campionato mondiale, una vittoria che gli aprì la strada verso il titolo di quell'anno. La vittoria di Rosberg è stata completata da Prost al secondo posto e dal due volte campione Niki Lauda al terzo, segnando così l'ultimo Gran Premio svizzero fino ad oggi. Mentre le discussioni sulla revoca del divieto prendono piede, un futuro Gran Premio nella regione di confine della Svizzera potrebbe presto diventare realtà, rendendo così un adeguato omaggio ai piloti e ai team del Paese e ricordando le vite perse nella tragedia del 1955.