L'Europa, culla della Formula 1, sta assistendo a una diminuzione del numero di nuovi circuiti, mentre le gare storiche scompaiono dal calendario, per poi tornare solo se si ottiene un sostegno finanziario massiccio.
L'anima sportiva dell'Europa sta svanendo sotto il peso della corsa al denaro mondiale della Formula 1. Un tempo culla di questo sport, il continente vede oggi scomparire dal calendario siti storici, mentre nuovi mercati promettono guadagni più consistenti.
La Francia illustra perfettamente questa tendenza. Dopo il 2008, il Gran Premio di Francia è scomparso, nonostante la lunga tradizione del Paese: leggende come Alain Prost, René Arnoux, Jacques Laffite e François Cevert hanno ispirato generazioni, mentre ingegneri e costruttori come Gérard Ducarouge, Matra, Ligier e Renault hanno lasciato un'eredità tecnica indelebile. Si osserva un leggero rinnovato interesse tra i piloti – Romain Grosjean, Esteban Ocon e Pierre Gasly aspettano il loro momento – ma senza una gara in casa, il contributo del Paese sembra incompleto.
La stessa storia si ripete altrove. Spa-Francorchamps in Belgio, Silverstone in Inghilterra e Monza in Italia sono tutte alle prese con l'incertezza finanziaria, e la Germania, potenza dominante sin dal dominio di Michael Schumacher negli anni '90, rischia di perdere il suo Gran Premio dal 1960, poiché nessun promotore è in grado di giustificare un evento in perdita. I talenti tedeschi – Nick Heidfeld, Timo Glock, Nico Rosberg, Nico Hulkenberg e Sebastian Vettel – continuano a plasmare questo sport, e i costruttori, dalla BMW alla Mercedes, hanno avuto successo, ma il calendario non offre alcuna garanzia sulla sopravvivenza della loro gara di casa.
Il ritorno dell'Austria nella scorsa stagione sembra essere un'eccezione, ma dipende dal sostegno personale del magnate della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Se il suo entusiasmo dovesse vacillare, il Gran Premio d'Austria potrebbe scomparire rapidamente, come quelli di Turchia, India e Corea del Sud negli ultimi anni. Questi esempi dimostrano che il problema non è limitato all'Europa; tuttavia, i circuiti storici del continente hanno un'importanza culturale che i nuovi siti semplicemente non possono sostituire. Preservare il patrimonio automobilistico europeo è più che una questione di nostalgia, è essenziale per la credibilità della Formula 1. Se questo sport continua a mettere da parte la sua culla a favore di guadagni a breve termine, l'identità stessa che lo ha reso leggendario rischia di erodersi, un Gran Premio dopo l'altro.