Imola 1994: un weekend che ancora oggi, a 29 anni dalla morte di Ratzenberger e Senna, rimane impresso nella memoria.
Dal 29 aprile al 1° maggio 1994, la Formula 1 ha vissuto il suo weekend più buio, quando Roland Ratzenberger e Ayrton Senna hanno perso la vita.
La tragedia che avrebbe cambiato per sempre l'approccio della Formula 1 alla sicurezza si è consumata in un solo fine settimana a Imola nel 1994, un circuito che sarebbe diventato sinonimo di perdita e riforma. Tutto iniziò il venerdì, quando Rubens Barrichello, 21 anni, pilota della Jordan, urtò il cordolo della Varianta Bassa a circa 225 km/h. L'impatto ha proiettato la sua auto contro il muro di pneumatici, facendola ribaltare sul tetto. Barrichello ha perso conoscenza, è stato soccorso in pista e trasportato d'urgenza all'ospedale di Bologna con il naso rotto e un braccio fratturato. Sorprendentemente, è tornato in pista il giorno dopo, determinato a correre di nuovo a Monaco due settimane dopo.
L'atmosfera nel paddock si fece ancora più cupa quando Ayrton Senna arrivò sabato, visibilmente turbato e indeciso se continuare in uno sport che sembrava diventare sempre più pericoloso. Problemi meccanici avevano già tormentato la sua Williams per tutta la stagione, aumentando il suo disagio.
La sessione di qualifiche del sabato si trasformò in tragedia alle 13:18, quando l'austriaco Roland Ratzenberger, 33 anni, perse l'alettone anteriore regolabile della sua Simtek. Privata di una forza di spinta fondamentale, la sua vettura è diventata instabile nella curva Gilles Villeneuve, presa ad alta velocità, e a circa 300 km/h ha sbattuto contro la barriera. È stata praticata la rianimazione cardiopolmonare sul posto, ma è deceduto per trauma cranico all'ospedale Maggiore di Bologna. La sessione è stata interrotta quando mancavano quaranta minuti alla fine e la questione se il Gran Premio di domenica avrebbe avuto luogo rimaneva in sospeso. La morte di Ratzenberger è stata la prima di un pilota in una vettura da corsa dall'incidente di Elio De Angelis durante le prove del 1986 e la prima durante un weekend di Gran Premio da quella di Riccardo Paletti nel 1982 in Canada.
Nonostante lo shock, la gara si è svolta domenica. Senna, ancora sotto shock per la morte del suo amico, ha ottenuto il miglior tempo durante il warm-up e ne ha approfittato per inviare un messaggio sincero al suo compagno di squadra in pensione, Alain Prost: «Ciao al nostro amico Alain. Mi manchi, Alain. Questo omaggio ha trovato eco nella cabina dei commentatori di TF1. La partenza alle 14:00 si è svolta senza incidenti fino al sesto giro, quando la Williams FW16 di Senna è slittata nella famosa curva del Tamburello e ha colpito il muro. È stata esposta la bandiera rossa e il pilota brasiliano è stato estratto privo di sensi, sistemato su un materasso memory foam e trasportato in elicottero all'ospedale. Un'indagine durata dieci anni ha poi identificato un piantone dello sterzo rotto come causa principale dell'incidente, mentre un triangolo della sospensione fratturato aveva agito come una lama, tagliandogli il sopracciglio destro.
Il Brasile ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Centinaia di migliaia di persone si sono allineate lungo il percorso che porta al cimitero Morumbi di San Paolo, dove un corteo funebre guidato da leggende come Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi, Gerhard Berger, Rubens Barrichello e Alain Prost ha trasportato la bara di Senna. Anche la squadra di calcio brasiliana, reduce dalla vittoria nella Coppa del Mondo del 1994, ha reso omaggio all'eroe scomparso. Il weekend di Imola, segnato dal ribaltamento quasi fatale di Barrichello, dall'incidente mortale di Ratzenberger e dal sacrificio estremo di Senna, è stato il catalizzatore di radicali riforme in materia di sicurezza che hanno cambiato per sempre questo sport.