I piloti di F1 che hanno raccolto la sfida del Tour de Corse

I piloti di F1 che hanno raccolto la sfida del Tour de Corse
Crediti: FanF1

Ora che è stato reso noto il percorso della prossima edizione della storica Tour de Corse, torniamo a consultare gli archivi. Questo rally emblematico, appuntamento imperdibile dei calendari europei e mondiali, ha visto molti piloti di F1 raccogliere la sua sfida. Quali sono stati i loro risultati?

Quando i migliori piloti da circuito del mondo abbandonano l'asfalto liscio delle piste di Gran Premio per le tortuose strade delle montagne corse, il risultato è un mix di audacia, suspense e, spesso, catastrofe. Il Tour de Corse, soprannominato il “rally delle 10.000 curve”, attira da tempo i talenti della Formula 1, offrendo loro la possibilità di mettere alla prova le proprie abilità in un paesaggio che non conosce limiti di velocità. Ma la reputazione tortuosa dell'isola è legata tanto al trionfo quanto alla tragedia. Bernard Darniche rimane il re indiscusso dell'Isola della Bellezza. Le sue sei vittorie hanno inscritto il suo nome nella leggenda del rally, un riferimento che ancora oggi tormenta tutti i piloti che osano affrontare le sue curve incessanti.

Lucien Bianchi Un nome che risuona nella storia dell'automobilismo, il pilota belga era il prozio di Jules Bianchi e un pilastro delle gare di endurance degli anni '60, in particolare a Le Mans, dove trovò la morte nel 1969. Tra il 1960 e il 1968 ha anche disputato 17 Gran Premi di Formula 1, coronando la sua carriera nelle monoposto con un podio a Monaco. L'incursione di Bianchi nel mondo dei rally lo ha visto partecipare sei volte al Tour de Corse (1960, 1961, 1964-66, 1968). Fece un ingresso sensazionale classificandosi secondo nella classifica generale con una Simca al suo debutto, poi nel 1968 vinse la sua categoria e si classificò terzo nella classifica generale al volante di una Citroën DS.

Jo Schlesser La storia di Schlesser in F1 si è conclusa in modo tragico: un incidente mortale a Rouen nel 1962 gli è costato la vita all'età di 40 anni, quando la sua auto ha preso fuoco al momento dell'impatto, ricordando in modo sinistro i pericoli di questo sport. In suo onore, il vincitore della gara, Jacky Ickx, depose il bouquet del vincitore sui resti dell'auto. Il nipote del pilota, Jean-Louis Schlesser, portò il nome della famiglia in Corsica per tre volte, ottenendo il suo miglior risultato nel 1963 con un secondo posto al fianco del suo copilota Patrick Vanson in un'iconica AC Cobra.

Vic Elford Vero tuttofare, il britannico ha partecipato a gare di endurance, a 13 gare di F1 e a numerosi rally. Ha partecipato quattro volte al Tour de Corse, ritirandosi due volte, ma quando l'auto ha tenuto duro, ha dimostrato il suo valore: un podio nel 1966 dietro una Porsche 911, seguito da un altro risultato nella top 3 nel 1967 con la 911 R migliorata. Gérard Larrousse Larrousse ha affrontato tutti i grandi rally – campionati francesi, europei e mondiali – con sei partecipazioni al suo attivo. I suoi primi tentativi al volante di un'Alpine A110 (1967-68) si conclusero con problemi meccanici, ma la sua collaborazione con Maurice Gélin in una Porsche 911R nel 1969 gli valse un podio nella prova nazionale. Le partecipazioni successive, nel 1972 e nel 1975, si sono concluse prematuramente, mentre il tentativo di vincere il campionato mondiale nel 1974 su una Alpine A110 1800 con Christian Delferier è fallito a soli quattro minuti dal podio. Didier Pironi
Prima della sua breve e brillante carriera in F1, interrotta da un terribile incidente a Hockenheim nel 1982, Pironi si cimentò nel rally nel 1975. Al volante di una Renault 12 Gordini sulle strade spietate della Corsica, un volante rotto lo costrinse al ritiro, una modesta nota a piè di pagina in una vita segnata sia dalla promessa che dalla tragedia.

Robert Kubica Il tentativo del pilota polacco nel rally ha quasi posto fine alla sua carriera. Nel febbraio 2011, un incidente ad alta velocità in Andorra ha visto la sua Škoda schiantarsi contro una barriera di sicurezza, con l'impatto che ha conficcato la barriera nell'auto e lasciato Kubica gravemente ferito. Questo incidente ha messo in evidenza il sottile confine tra ambizione e catastrofe che ogni pilota di F1 deve affrontare quando si avventura nel mondo dei rally. Da decenni, il Tour de Corse è un vero e proprio crogiolo in cui le leggende della Formula 1 si forgiano o si umiliano di fronte alle incessanti curve dell'isola. Le loro storie, che vanno dai podi agli incidenti mortali, illustrano perché il rally rimane una calamita per i concorrenti più audaci di questo sport.

Ha subito molteplici fratture e perso parte del braccio destro, costringendolo a ritirarsi temporaneamente dalla Formula 1, dove si era affermato come uno dei migliori talenti di questo sport. Dopo alcuni anni di assenza, è tornato alle competizioni. Il campione WRC2 2013 ha partecipato due volte al Rally di Corsica. La prima volta, durante la stagione del campionato europeo in cui ha vinto il titolo, guidava una Citroën DS3. Durante la 56ª edizione della gara, è stato costretto a ritirarsi a causa di un problema al carburante. Due anni dopo, mentre gareggiava nel WRC, l'ex pilota della Williams ha avuto nuovamente sfortuna: nonostante avesse fatto registrare il miglior tempo nella prima prova speciale, un problema al cambio ha compromesso le sue possibilità. È comunque riuscito a vincere la Power Stage e ha concluso il rally al 15° posto.

Cinque tappe e quasi 1.000 km da percorrere

In totale, 380 equipaggi sono iscritti al prossimo Tour de Corse Historique, che si svolgerà dal 5 al 12 ottobre. La 24a edizione unisce tradizione e nuove sfide, combinando classiche strade di montagna e nuovi tratti. Il formato dell'evento introduce anche una prima tappa divisa, separando i partecipanti alla competizione pura da quelli della classe regolarità, che ora prendono il comando delle tappe 2, 3 e 4.