Dal 1976, il Giappone ha ospitato 36 gare di Formula 1 e il Gran Premio del Giappone ha acquisito uno status leggendario, segnando momenti storici che vanno dalla gioia al dramma.
1989 – Un titolo deciso nella polemica
Quando arrivò il Gran Premio del Giappone, la rivalità tra Ayrton Senna e Alain Prost alla McLaren-Honda raggiunse il culmine. Senna aveva conquistato la pole position e sembrava pronto a ripetere il trionfo del 1988, ma Prost prese il comando fin dalla partenza, costringendo il brasiliano a lanciarsi in un'accanita rincorsa. Il duello durò fino al 46° giro, quando Senna tentò un ormai famoso “tuffo” su Prost. Le due McLaren entrarono in collisione, causando l'uscita di pista di Prost e lasciando Senna con una MP4/5 danneggiata. Tornò faticosamente ai box, riprese la gara e tagliò il traguardo davanti alla Benetton di Alessandro Nannini, ma fu squalificato dopo la gara. Questa decisione permise a Prost di vincere il campionato, un risultato che fece infuriare Senna, il quale affermò di essere stato “trattato come un criminale” e prese persino in considerazione l'idea di ritirarsi. 1990 – La rivincita a Suzuka Il trasferimento di Prost alla Ferrari avrebbe dovuto offrirgli un nuovo inizio, ma il confronto giapponese lo vide nuovamente opposto a Senna. Questa volta, il regolamento richiedeva che Prost finisse davanti al brasiliano. Ricordando lo scontro dell'anno precedente, Senna lanciò un attacco di ritorsione, tamponando la parte posteriore della Ferrari di Prost alla prima curva. Entrambe le vetture si ritirarono immediatamente e il titolo andò a Senna, offrendogli la tanto attesa rivincita sul suo più grande rivale.
2003 – Schumacher eclissa Fangio
La stagione 2003 fu movimentata dopo il dominio della Ferrari nel 2002, con otto vincitori diversi e una lotta a tre per il titolo tra Michael Schumacher, Kimi Räikkönen e Juan Pablo Montoya. Le speranze di Montoya svanirono a Indianapolis, mentre Räikkönen, nove punti dietro Schumacher, risalì dall'ottava posizione in griglia alla seconda a Suzuka, pronto a diventare il campione più giovane a 23 anni. Schumacher, partito 14°, dovette cambiare l'alettone anteriore dopo un contatto con Takuma Sato e, bloccato da Rubens Barrichello, ottenne l'unico punto di cui aveva bisogno per finire ottavo. Quel punto gli permise di conquistare il suo sesto titolo mondiale, superando finalmente il record di Juan Manuel Fangio. 2005 – Due sorpassi indimenticabili a Suzuka Con Fernando Alonso già incoronato campione piloti due settimane prima, la McLaren si è concentrata sul titolo costruttori. Partito in 17ª posizione, Kimi Räikkönen ha lanciato un'offensiva al volante della MP4/20, approfittando della scia di Giancarlo Fisichella per risalire la classifica. All'ultimo giro, ha superato la Renault in testa all'esterno della prima curva, una manovra che ha illustrato perfettamente il suo stile aggressivo. In precedenza, Alonso aveva effettuato uno spettacolare sorpasso all'esterno su Michael Schumacher alla curva 130R, una manovra audace eseguita senza l'aiuto del DRS.
2012 – Imprese nazionali a Suzuka
Mentre il calendario 2012 ha visto sette vincitori diversi nelle prime sette gare, la storia più memorabile per i tifosi giapponesi è stata la prestazione a sorpresa della Sauber. Sergio Pérez ha sfiorato la vittoria in Malesia, ma è stato il suo compagno di squadra Kamui Kobayashi a rubare la scena nel suo Gran Premio nazionale. Una partenza brillante lo ha portato al secondo posto dietro Sebastian Vettel, e ha mantenuto questa posizione fino alla fine della gara, finendo davanti a Felipe Massa. Questo podio è stato l'unico risultato nella top 3 di Kobayashi in Formula 1, completato in seguito dai titoli mondiali di endurance con la Toyota. 2022 – Duello tra veterani nell'era Verstappen Il dominio di Max Verstappen sembrava aver già deciso il campionato piloti, con Charles Leclerc come unico serio sfidante. Tuttavia, la gara che è rimasta nella memoria ha visto scontrarsi due ex campioni del mondo: Fernando Alonso su Alpine e Sebastian Vettel su Aston Martin. La loro lotta accanita, in particolare nella chicane bagnata, si è conclusa con la vittoria di Vettel su Alonso per otto millesimi di secondo per l'ottavo posto, ricordando che anche in una stagione dominata da un unico protagonista, le leggende di questo sport possono ancora regalare momenti classici.