Questo fine settimana, la F1 sperimenterà un nuovo formato di qualificazione a Imola, offrendo così l'occasione di rivisitare i diversi sistemi utilizzati nel corso della storia di questo sport.
Questo fine settimana a Imola, l'entusiasmo non riguarda solo la gara, ma anche l'ultimo colpo di scena di un lungo esperimento volto a rendere la griglia di partenza della Formula 1 emozionante quanto il Gran Premio stesso. La scelta obbligatoria delle gomme per ogni pilota in Q1, Q2 e Q3 può sembrare un cambiamento di regolamento minore, ma fa parte di una lunga serie di formati che sono stati aggiunti, eliminati e ricostruiti nella continua ricerca dello spettacolo in questo sport. All'inizio, la pole position non si conquistava affatto in pista. Prima ancora che esistesse il campionato mondiale, la griglia di partenza veniva sorteggiata. Fu solo al Gran Premio di Monaco del 1933 che il giro più veloce di un pilota decise finalmente chi sarebbe partito in prima posizione, gettando così le basi per le qualifiche cronometrate che conosciamo oggi. Dalla stagione inaugurale del 1950 al 1996, il formato era semplice e brutale: due sessioni, una il venerdì e una il sabato, ciascuna delle quali serviva sia come prova che come qualifica. Nessun limite di pneumatici, nessuna restrizione di carburante, solo pura velocità. Il detentore del record di quel periodo, Ayrton Senna, accumulò 65 pole position, a dimostrazione della sua capacità di realizzare il giro perfetto quando tutto il weekend dipendeva da quello.
Nel 1996 è stato adottato un approccio più rigoroso. Il venerdì è diventato un giorno dedicato esclusivamente alle prove, mentre la sessione di qualifiche di un'ora del sabato consentiva a ogni pilota di completare un massimo di 12 giri. L'idea era quella di costringere i team a scegliere il momento ideale su una pista che era ancora in fase di “rodaggio”. Michael Schumacher ha approfittato del nuovo sistema, conquistando 40 pole position tra il 1996 e il 2002. Ma questo formato si è presto rivelato troppo tattico: i team rimanevano nei loro box, aspettando che la pista raggiungesse la massima aderenza prima di mandare in pista le loro auto, trasformando le qualifiche in un gioco di tempismo piuttosto che in una gara di pura velocità. La risposta della FIA nel 2003 fu un sistema di qualifiche in un unico giro. I piloti effettuavano un giro veloce con il serbatoio vuoto il venerdì, che determinava l'ordine di partenza per un secondo giro con il serbatoio pieno il sabato. Il pilota più veloce del venerdì otteneva l'ambito posto su una pista “pulita” per il sabato, ma la scommessa era reale: un acquazzone improvviso poteva annullare ogni vantaggio. Schumacher finì comunque in testa alla classifica delle pole position quell'anno con cinque pole position, ma l'esperienza dimostrò quanto il tempo potesse cambiare le carte in tavola in un istante. Una modesta modifica nel 2004 ha spostato entrambi i turni cronometrati al sabato e ha sostituito la classifica del campionato con i risultati della gara precedente. Questo nuovo sistema ha dato luogo a sabotaggi strategici: Schumacher ha deliberatamente fatto un testacoda a Silverstone per partire in testa nella seconda sessione, nella speranza di sfuggire a un imminente cambiamento del tempo. La scommessa gli si è ritorta contro e Kimi Räikkönen ha conquistato la pole position con una McLaren, mentre Schumacher si è accontentato del quarto posto, anche se il tedesco ha comunque vinto la gara.
I responsabili della FIA pensavano di aver trovato la soluzione per il 2005 introducendo una qualificazione su due giorni: giri con poco carburante il sabato e giri con il pieno di carburante la domenica mattina. Questo progetto è stato abbandonato dopo sei gare a causa dell'indignazione del paddock, e un sistema a turno unico messo in atto in fretta e furia ha preso il posto a maggio, utilizzando nuovamente la classifica della gara precedente per determinare chi avrebbe avuto l'ultimo turno, il più pulito.
La struttura più duratura è apparsa nel 2006: le tre fasi eliminatorie (Q1, Q2, Q3) che ancora oggi definiscono le qualifiche moderne. I dieci piloti più veloci sopravvivevano alle prime due fasi per contendersi i primi dieci posti in uno sprint finale. All'inizio, il traffico e la necessità di guidare con il serbatoio pieno hanno seminato il caos, spingendo la FIA a consentire ai team di consumare carburante extra in modalità “consumo massimo” per proteggere la loro partenza in gara. Il risultato è stato un confronto ad alta pressione che ancora oggi determina i titoli dei giornali del fine settimana. Ogni iterazione riflette una narrazione più ampia: il perpetuo equilibrio della Formula 1 tra velocità pura, profondità strategica e appetito del pubblico televisivo per lo spettacolo. La regola obbligatoria sugli pneumatici a Imola è solo l'ultimo capitolo di questa storia, che ricorda ai fan che anche i rituali più familiari possono essere rimodellati quando i responsabili dello sport decidono che è necessario un nuovo colpo di scena.
Nel 2008, la Formula 1 ha vietato il rifornimento di carburante tra le sessioni di qualificazione, quindi ogni pilota doveva iniziare la Q1 con carburante sufficiente per arrivare alla Q3. Ciò significava che le auto più leggere, quelle che trasportavano meno carburante, spesso si trovavano in pole position.
2010: il formato che conosciamo oggi
Per motivi di sicurezza, il rifornimento di carburante è stato finalmente vietato nel 2010. Durante le qualifiche, i piloti ora guidavano con il minimo di carburante possibile, ma non potevano più fare rifornimento rapidamente in pista. Tutto il carburante aggiuntivo doveva essere aggiunto nel box, il che richiedeva diversi minuti. Il sistema di qualifiche in tre parti – Q1, Q2 e Q3 – è rimasto lo stesso per le sei stagioni successive. La prima parte dura 18 minuti, la seconda 15 minuti e l'ultima, la Q3, 12 minuti.
Il test del 2016
Nel 2016 le regole sono state nuovamente modificate. I piloti avevano ora a disposizione uno slot garantito di cinque minuti in ciascuna delle fasi Q1, Q2 e Q3 per completare un giro, dopodiché il pilota più lento veniva eliminato ogni 90 secondi. Con 22 partecipanti quell'anno, 15 sono passati alla Q2, poi otto alla Q3 e infine due si sono contesi la pole position. Questo formato è stato fortemente criticato ed è stato abbandonato dopo un solo weekend, per tornare al sistema precedente, che è ancora in vigore oggi.
2023, giocare con le gomme
La FIA ha approfittato del weekend di Imola per testare un nuovo formato di qualificazione. Comprende sempre tre sessioni, ma ora ciascuna impone un tipo specifico di pneumatici Pirelli: quelli più duri in Q1, quelli medi in Q2 e quelli più morbidi per il confronto tra i primi 10 in Q3. Ciò dovrebbe uniformare le condizioni di gara e generare risultati sorprendenti; alcuni piloti hanno persino provato gli pneumatici più morbidi fin dall'inizio della Q1 o della Q2 per compensare la loro mancanza di velocità. L'esperimento mira anche a utilizzare meglio la terza mescola di pneumatici, che spesso viene messa da parte perché i team utilizzano generalmente solo due mescole durante la gara.