Hanno lavorato per Red Bull e il suo team gemello.

Hanno lavorato per Red Bull e il suo team gemello.
Crediti: FanF1

Il trasferimento di Liam Lawson alla casa madre permette al neozelandese di entrare a far parte di una lunga lista di piloti che hanno fatto parte delle due squadre Red Bull.

Dall'accademia dei piloti Red Bull ai vertici di questo sport, otto nomi hanno assaporato la vita nella squadra senior e nella sua squadra junior (oggi Racing Bulls), ma il percorso tra le due è stato tutt'altro che lineare. Ad eccezione del debuttante Liam Lawson, sette veterani hanno disputato almeno un Gran Premio per ciascuna squadra, e il loro percorso rivela una chiara tendenza: esordi promettenti, un periodo altalenante nella squadra satellite e un verdetto finale secondo cui solo pochi riescono davvero a sbocciare dopo la promozione. Vitantonio Liuzzi è stato il pioniere di questo percorso a due squadre. Dopo aver esordito come terzo pilota alla Red Bull, nel 2005 ha disputato quattro gare e ha conquistato il suo primo punto nel Gran Premio di San Marino. La stagione successiva ha ottenuto un posto da titolare alla Toro Rosso, dove ha disputato 35 Gran Premi e aggiunto quattro punti al suo palmares prima di passare alla Force India e alla HRT, per poi appendere il casco al chiodo nel 2011.

Il percorso di Sebastian Vettel ha stabilito lo standard. Dopo essere entrato a far parte della Toro Rosso nel 2007, ha ottenuto la prima vittoria del team a Monza nel 2008, un risultato che gli ha rapidamente aperto le porte della Red Bull. Tra il 2009 e il 2014 ha disputato 113 gare, conquistando 38 vittorie e quattro titoli mondiali consecutivi (2010-2013), oltre a quattro titoli mondiali costruttori per la scuderia austriaca. La carriera di Daniel Ricciardo è stata una vera e propria montagna russa. Ha debuttato in F1 con la HRT, poi ha trascorso gli anni dal 2011 al 2013 alla Toro Rosso prima di essere promosso per l'era ibrida. Nella sua prima stagione alla Red Bull, ha superato il quattro volte campione Sebastian Vettel nelle qualifiche e ha vinto la sua prima gara in Canada, prima di aggiungere altre sei vittorie al suo palmares. Frustrato dall'atmosfera all'interno del team e da una vettura difettosa, è passato alla Renault e alla McLaren, prima di tornare alla squadra junior nel 2023, in sostituzione di Nyck de Vries, in difficoltà, per poi essere licenziato un anno dopo. Daniil Kvyat ha vissuto l'intero ciclo di promozioni e retrocessioni della Red Bull. Una rapida ascesa gli ha permesso di entrare a far parte della squadra senior, ma una serie di incidenti e risultati modesti hanno portato alla sua sostituzione con Max Verstappen. Tornato alla Toro Rosso (in seguito AlphaTauri), non ha mai ritrovato il suo livello di eccellenza, finendo spesso a metà classifica su 91 partenze. Max Verstappen incarna il successo definitivo. Dopo aver impressionato durante le sessioni di prove alla Toro Rosso, i suoi sorpassi audaci gli sono valsi un posto nel 2015. Il suo audace trasferimento alla Red Bull nel 2016 ha dato immediatamente i suoi frutti quando ha approfittato di un incidente tra le Mercedes per vincere la sua prima gara. Da allora domina il campionato, con 186 partenze, 63 vittorie e quattro titoli mondiali consecutivi dal 2021 al 2024.

Pierre Gasly si è rapidamente rivelato promettente alla Toro Rosso, finendo quarto in Bahrain prima di essere promosso a un posto alla Red Bull al fianco di Verstappen. Un incidente prima dell'inizio della stagione e un ritmo di gara deludente lo hanno visto retrocedere nella squadra junior, ora AlphaTauri, dove ha finalmente ottenuto la sua prima vittoria a Monza nel 2020 dopo un podio in Brasile. Il passaggio di Alexander Albon è stato breve ma movimentato. Le sue solide prestazioni alla Toro Rosso gli sono valse una promozione a metà stagione alla Red Bull nel 2019, dove una collisione con Lewis Hamilton gli è costata il podio in Brasile. Ha ottenuto il suo primo podio al Mugello nel 2020, ma i suoi risultati irregolari hanno portato alla sua sostituzione con Sergio Pérez alla fine della stagione.

Insieme, questi sette piloti illustrano la scommessa rischiosa che rappresenta il vivaio interno di talenti della Red Bull: solo pochi raggiungono la gloria, molti rimangono nell'ombra e solo i più adattabili sopravvivono alla pressione incessante che li spinge dalla squadra junior alla squadra principale.