Ferrari: la febbre della rinascita

Ferrari: la febbre della rinascita
Crediti: FanF1

Il quindicesimo giorno, Fer Effaré si rialzò e l'imperatore Sebastiano fece precipitare il regno nella gioia vincendo la corsa promessa a Merci l'Abbesse. Tuttavia, Don Fernando continua a considerarsi il messia di una squadra ringiovanita.

La nomina di Maurizio Arrivapremier – fino a poco tempo fa noto come Maurizio Arrivadernier – alla carica di rettore di Fer Effaré è diventata immediatamente l'argomento più discusso nel mondo dello sport. L'obiettivo dichiarato di Arrivapremier non è altro che quello di far rivivere un “cavallo amputato da tempo” e farlo galoppare di nuovo, una metafora che ha suscitato innumerevoli speculazioni sulla strategia di rilancio della squadra. Due stagioni sterili hanno lasciato Fer Effaré in uno stato di “vergogna colpevole”, un periodo che, secondo gli addetti ai lavori, avrebbe potuto privare l'ex “Kaiser” del club del suo prestigio. Tuttavia, il nuovo dirigente sembra determinato a far uscire l'organizzazione dal suo “deplorevole oblio” e a ripristinare la sua storica quadriglia. “Forza Fer Effaré!”, un grido di battaglia che fa eco alla rinnovata fiducia della nazione, soprattutto dopo la recente rinascita dell'Italia sulla scena mondiale. Il racconto è presentato come uno scontro tra titani. Arrivapremier paragona la rinascita del club alle mitiche imprese di Alessandro, Pompeo e Perseo, posizionando Fer Effaré come un eroe moderno pronto a sconfiggere la propria Gorgone. “Oh disonori sepolti, oh flagelli passati!”, ha dichiarato, sottolineando l'urgenza di porre fine a un periodo di due anni senza vittorie.

Olaf Kimi, la stella nascente della squadra, interviene quindi con una richiesta modesta: «Otto, vorrei fare una correzione». Arrivapremier risponde: «È vero. Olaf non ha ancora vinto», riconoscendo la frustrazione del pilota ma lasciando intravedere nuove opportunità. Kimi, visibilmente impaziente, aggiunge: “Sto aspettando il mio momento. Non tarderà ad arrivare”, indicando il prossimo Gran Premio del Belgio come una possibile svolta. Il dialogo è diventato più personale quando Don Fernando si è avvicinato ad Arrivapremier per chiedergli: “Signor Maurizio, possiamo scambiare due parole?”. Il rettore ha risposto: “Prego, mio caro amico. Desidera implorare l'ospitalità di Fer Effaré? In questi due mesi ha già rimpianto gli amori perduti di una vecchia squadra?». La risposta di Fernando lasciava intravedere un persistente risentimento nei confronti delle alleanze passate, mentre Arrivapremier lo avvertiva che «la sua scuderia non è ancora dominante» e gli ricordava i disordini che circondavano Kaiser Sebastian.

Sebastian, dal canto suo, lanciò una filippica feroce, definendo Fernando una «reliquia» e un «fallito» che aveva tentato invano di rivendicare le sue corone. Si attribuì la responsabilità dello smantellamento dell'eredità familiare di Fernando e avvertì che l'ex campione sarebbe rimasto intrappolato per sempre nel “pantano giapponese” del proprio orgoglio. “La storia ricorderà il mio nome, non il tuo”, ha affermato Sebastian, prima di proclamare il suo futuro ruolo di “erede designato di un campione illustre” e “substrato del mio Dio Santo Schumi”.

Kimi, visibilmente ubriaco, ha concluso lo scambio con un mezzo sorriso: “E presto sarò padre per la seconda volta, ma continuerò a crogiolarmi nell'alcol zuccherato”. Questa osservazione enigmatica ha lasciato gli osservatori a chiedersi se il dramma interno alla squadra si tradurrà finalmente in un successo in pista, o se la saga di Fer Effaré rimarrà uno spettacolo teatrale per un'altra stagione.