Editoriale: Nessuna professionalità

Editoriale: Nessuna professionalità
Crediti: FanF1

Potrebbe fornirci l'estratto che desidera far riscrivere?

Il circuito urbano di Jeddah ha trasformato la prima gara della stagione in una storia edificante, caratterizzata dal caos e da incidenti evitati per un soffio. Se le qualifiche hanno regalato immagini mozzafiato – l'ultimo giro veloce di Max Verstappen sembrava essere in lizza per il titolo di “giro del secolo” –, la gara stessa è sembrata più una lobby di videogiochi che un raffinato Gran Premio.

Fin dall'inizio, i commissari si sono comportati come negoziatori, concedendo alla Red Bull un'opzione di cambio marcia dell'ultimo minuto legata a un oscuro premio proveniente da un sito web cinese ora vietato, prima di infliggere una penalità di dieci secondi e una perdita di due punti sulla patente di Verstappen. I due contendenti al titolo, Hamilton e Verstappen, sembravano confondere i confini tra una rissa da asilo, un derby di demolizione e una vera e propria competizione di Formula 1, mettendo in pericolo non solo se stessi, ma anche i commissari e i numerosi detriti che costellavano la pista. Le ripetute prove di frenata di Verstappen e i sorpassi mozzafiato di Hamilton avrebbero potuto facilmente mandare una vettura contro il muro, con Esteban Ocon che è stato coinvolto nella mischia alla seconda partenza.

I sistemi di sicurezza hanno dimostrato la loro efficacia in questo caos. L'halo, ad esempio, ha probabilmente salvato Nikita Mazepin durante la ripartenza caotica, e l'insieme delle moderne misure di protezione ha permesso ai piloti di uscire praticamente indenni nonostante la natura estrema del circuito. Ma il dramma è continuato oltre la rete di sicurezza: Ocon era in procinto di finire sul podio fino a quando Valtteri Bottas lo ha superato di pochi metri sul traguardo.

Mentre la stagione si avvicina ad Abu Dhabi, la battaglia per il campionato vede Max e Lewis a pari punti. I fan sperano che il prossimo scontro offra una lotta per il titolo tanto equa quanto feroce, lasciandosi alle spalle il fiasco di Jeddah come un brutale promemoria della sottile linea che separa lo spettacolo dal disastro.