Dietro le quinte del pit stop: i ruoli delle 22 persone coinvolte nella F1

Dietro le quinte del pit stop: i ruoli delle 22 persone coinvolte nella F1
Crediti: FanF1

I pit stop sono una caratteristica della Formula 1, dove un pilota può guadagnare diversi secondi o perdere molto tempo.

Dietro il rombo dei motori V8 e la sfocatura delle curve ad alta velocità si nasconde un balletto minuziosamente cronometrato che determina se un pilota prenderà il comando o rimarrà indietro. In un mondo in cui tutto si gioca in una frazione di secondo durante una sosta ai box di F1, un team composto da un massimo di ventidue specialisti lavora in perfetta sincronia per cambiare quattro pneumatici, sostituire le ali danneggiate e rimettere in pista una monoposto in poco più di due secondi. La coreografia inizia non appena il muro dei box grida “Box, Box”. Un segnale radio raggiunge il pilota, che deve valutare la chiamata in base al suo ritmo attuale. Se accetta, si dirige verso la corsia dei box e punta a un punto estremamente preciso segnato da un cartello tenuto a mano. Questo piccolo indizio indica al team la posizione esatta in cui verrà posizionata l'auto, consentendo ai meccanici di mettersi al lavoro senza esitazione.

Al centro dell'operazione ci sono i sollevatori, due uomini davanti e due dietro, che sollevano e stabilizzano il telaio. Al loro fianco, altri due tecnici mantengono l'auto in posizione, impedendo qualsiasi oscillazione che potrebbe rallentare il cambio gomme. Poi subentra il team addetto alle gomme: tre persone per ruota. Uno allenta il dado della ruota con una pistola pneumatica, un secondo rimuove il pneumatico usato e un terzo posiziona quello nuovo in modo che l'operatore della pistola possa fissarlo. In totale, almeno quattordici mani lavorano intorno all'auto in ogni momento. Altri ruoli completano il team dei box. Altri due operai bloccano i pontoni dell'auto per limitarne i movimenti mentre vengono azionati i martinetti. Un operatore del motorino di avviamento aspetta dietro al veicolo, pronto ad avviare il motore ed evitare che si spenga quando l'auto parte. A volte, un addetto alla pulizia della visiera interviene dopo la gara se la visiera protettiva del pilota è mancante. Questi compiti aggiuntivi portano il numero totale dei membri del team a diciotto persone.

Quando l'alettone anteriore è danneggiato, il team ai box si allarga ulteriormente. Quattro membri del team svitano e rimuovono l'alettone danneggiato, mentre altri due trasportano e installano un alettone nuovo, portando il totale a ventidue persone che convergono verso l'auto in pochi secondi.

L'assistenza elettronica è volutamente limitata. Una luce verde sopra l'abitacolo indica al pilota che può ripartire, ma viene attivata manualmente da un membro del team che deve verificare che le quattro ruote siano ben fissate e che la corsia dei box sia libera. Alcune stagioni fa, la luce poteva essere attivata automaticamente una volta serrate le ruote; ma questa scorciatoia è stata vietata, aggiungendo un controllo umano a un margine già molto ristretto. I pit stop moderni durano circa 2,2 secondi per un cambio gomme senza intoppi, ma il pit stop medio costa ancora circa venti secondi, a seconda del tracciato del circuito e dei limiti di velocità imposti dalla FIA nella corsia dei box. Questi secondi possono essere decisivi. Una strategia di “undercut” consiste nel fermarsi prima dell'auto che precede, nella speranza che le gomme nuove consentano di guadagnare abbastanza tempo da uscire in testa quando il rivale finalmente si fermerà. Al contrario, una strategia “overcut” consiste nel mantenere il pilota più a lungo con pneumatici usurati, puntando su una pista libera per mantenere la sua posizione, il che è più rischioso dato il forte calo di prestazioni tra pneumatici nuovi e pneumatici usurati. Alla fine, ogni millisecondo guadagnato o perso nella corsia dei box testimonia la precisione umana, il processo decisionale in una frazione di secondo e la ricerca incessante della velocità che caratterizzano la Formula 1.