Il 1° maggio segna il triste anniversario della morte di Ayrton Senna. Trent'anni dopo, l'aura del brasiliano trascende ancora lo sport, rendendo difficile dimenticare la sua presenza.
Immaginate una biblioteca piena di libri sulla Formula 1. Passando le dita sui dorsi dei libri e sfogliando le pagine, inevitabilmente compare il nome di Ayrton Senna. Non c'è alcun dubbio.
Il pilota brasiliano fa parte di quelle personalità il cui nome rimane impresso nella memoria. Nella storia potremmo citare Cesare, Carlo Magno, Martin Luther King, Gandhi… la lista è lunga. Lo stesso vale per lo sport: Jesse Owens, Jonah Lomu, Giacomo Agostini… e, naturalmente, Ayrton Senna. Aveva un volto caratteristico, un carisma innegabile, un casco distintivo e un talento puro. Purtroppo, la sua vita è stata tragicamente interrotta all'apice della sua carriera, il 1° maggio 1994. Quel giorno, il famoso casco giallo a strisce verde-blu ha compiuto il suo ultimo giro. Le immagini dell'incidente hanno fatto il giro del mondo, sconvolgendo sia i fan che gli spettatori occasionali. Chi ha assistito alla tragedia in diretta ricorda ancora dove si trovava quel pomeriggio di domenica: alcuni con la famiglia, altri con gli amici, molti semplicemente per godersi la gara. A trent'anni dalla sua morte, il tre volte campione del mondo vive ancora nel cuore della gente, anche tra i più giovani che lo conoscono solo attraverso video, ritagli di giornale o aneddoti di famiglia. “La sua vita si legge come un romanzo; aveva un lato fiammeggiante”, spiega il fotografo Bruno des Gayets. “Avevo uno stand al Rétromobile dove vendevo foto di Senna, e due giovani parigine sono venute, ammirate. “Senna è così bello”, dicevano, anche se non lo avevano mai incontrato”. Des Gayets, che ha partecipato a una sessione di prove private in Germania nel 1991, osserva che la maggior parte delle foto che vende sono quelle del brasiliano, nonostante il crescente interesse per Michael Schumacher. “Era un personaggio. La sua vita sembrava un romanzo, con un lato fiammeggiante”, aggiunge. Un pellegrinaggio a Imola mostra quanto la sua eredità vada oltre i confini della pista. Una semplice passeggiata nel parco Acque Minerali permette di sentire la presenza dell'uomo dalle 41 vittorie in F1. Ogni gara sul circuito tra Bologna e Faenza gli rende omaggio, con caschi speciali, murales e dediche. La recente gara della 6 Ore di Imola lo ha sottolineato, con l'edificio di uscita dai box ricoperto dall'emblematico ritratto di Senna, con i capelli leggermente ondulati.
Anche il cinema svolge un ruolo importante nel preservarne la memoria. Il primo documentario, uscito nel 2010, ha creato una registrazione video intergenerazionale, e un lungometraggio di prossima uscita, il cui titolo non è ancora noto, aggiungerà una nuova dimensione. Anche se la data di uscita non è ancora stata fissata, è probabile che un documentario Netflix attirerà milioni di spettatori. Con così tante cose da scoprire su Ayrton Senna, è impossibile dimenticarlo; il suo casco giallo rimarrà impresso nella nostra memoria.