Il Gran Premio del Canada ha celebrato il 50° anniversario della safety car, introdotta per la prima volta proprio in questa gara nel 1973 e diventata da allora uno strumento indispensabile.
La safety car è diventata la guardiana invisibile della Formula 1, intervenendo quando la pioggia, i detriti o gli incidenti minacciano il regolare svolgimento di un Gran Premio. La sua storia è iniziata nel 1973 e, in cinquant'anni, è passata da soluzione improvvisata a elemento high-tech indispensabile per questo sport.
Ha fatto la sua prima apparizione durante il Gran Premio del Canada del 1973, sul circuito bagnato e collinare di Mosport. Dopo la collisione tra François Cevert e Jody Scheckter alla curva Clayton, una Porsche 914, già veterana delle gare americane, è stata schierata come auto di sicurezza, segnando così il suo debutto in F1. In assenza di GPS o di apparecchiature di cronometraggio, i commissari hanno erroneamente posizionato l'auto davanti a Howden Ganley, che era solo ottavo, mentre i veri leader hanno preso il comando della gara, per poi finire in coda al gruppo. La confusione culminò con quattro ore di deliberazioni che alla fine attribuirono la vittoria a Peter Revson, e questo fiasco convinse la FIA ad abbandonare la safety car per i due decenni successivi.
Quando il concetto è tornato in auge nel 1993, la FIA ne ha reso obbligatorio l'uso. Il primo utilizzo moderno è avvenuto durante il Gran Premio del Brasile, dove un improvviso temporale ha costretto la gara a svolgersi sotto il controllo della safety car. In quei primi anni, ogni promotore della gara forniva il proprio veicolo, il che ha portato a scelte eclettiche come una Opel Vectra nel 1994 e una Renault Clio Williams nel 1996, auto che faticavano a mantenere gli pneumatici di F1 nella gamma di temperatura ottimale. Una svolta è avvenuta nel 1997, quando Mercedes è diventata il fornitore ufficiale, portando una berlina ad alte prestazioni appositamente progettata per la griglia di partenza. Dal 2021, Aston Martin condivide questo ruolo, alternando la Mercedes-AMG GT-R rossa e la Vantage verde. Entrambe le auto sono dotate di luci lampeggianti a LED esterne, telecamere montate sul tetto e sedili da corsa omologati dalla FIA e dotati di cinture di sicurezza a sei punti, trasformando così normali auto da strada in piattaforme di sicurezza specializzate. Al volante c'è un pilota professionista, ruolo ricoperto dal 2000 dal pilota tedesco Bernd Maylander. Maylander è l'unico pilota autorizzato a guidare la safety car su tutti i circuiti, affiancato da un copilota che rimane in costante contatto con la direzione di gara. Insieme, assicurano che la safety car possa essere utilizzata in qualsiasi momento, spesso effettuando una sessione di prove il giovedì insieme alla vettura medica.
Dai suoi inizi caotici alla sua attuale incarnazione high-tech, la safety car si è evoluta attraverso tentativi, errori e innovazioni. Oggi è un elemento essenziale dell'architettura di sicurezza della Formula 1, controllando discretamente le auto più veloci di questo sport quando la pista diventa pericolosa.